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cronaca

Perché in Italia la scuola superiore appare “socialmente stratificata”?

Quando guardiamo ai risultati dell’esame di maturità un punto che emerge di continuo è la differenza nei risultati fra licei, istituti tecnici e professionali. I primi, con il classico in testa, tendono ad avere studenti con voti migliori al termine della scuola dell’obbligo, mentre il contrario succede – in media – appunto ai professionali.

 

Questa disparità, d’istinto, potrebbe farci pensare che i licei forniscono un’educazione migliore e i professionali una peggiore, ma le ragioni che ci sono dietro sono in effetti più complicate. I risultati scolastici dei ragazzi non dipendono soltanto dal loro talento, dalla predisposizione allo studio o dalla qualità della scuola, ma in parte anche dal contesto sociale, economico e culturale in cui essi crescono.

Chi cresce in famiglie dove per esempio i genitori hanno studiato di più, o hanno un reddito maggiore, di solito (anche se non sempre) ottiene anche risultati migliori a scuola.

È un punto di particolare importanza perché, come ricorda il rapporto Invalsi, la scuola superiore appare “socialmente stratificata”, nel senso che i ragazzi dal contesto familiare più favorevole tendono a frequentare i licei mentre i professionali vengono più spesso popolati da studentesse e studenti meno fortunati. Il che non fa che accentuarne ancora di più le differenze, favorendo i primi e lasciando indietro i secondi. Se poi aggiungiamo che chi va al liceo tenderà poi a frequentare molto più spesso l’università – e dunque a ottenere spesso un lavoro più redditizio – l’importanza della questione, da un punto di vista di mobilità sociale, non potrebbe essere più evidente.

In un certo senso la società italiana crea una sorta di binari che indirizzano i ragazzi verso specifici ruoli e professioni, ma che spesso non dipendono dal loro talento o abilità, quanto dal contesto familiare. In sociologia lo chiamano “effetto San Matteo”, da un parabola del Vangelo: “a chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”.

Quarta puntata. (fine)

 

Ultimi commenti
  • Roberto Vicini |

    Ahinoi, assai più idiota chi non capisce che senza prospettiva lavorativa non c’è dignità umana…..

  • Fabio |

    Alla domanda (perché accade che gli studenti socialmente “meno fortunati” confluiscano in prevalenza nei professionali e nei tecnici) segue un’altra osservazione: quanto è in grado questo modello tripartito di favorire la rottura di un effetto sociale di questo genere? Quanti e quali sono gli effetti conservativi? Quanto è utile per la crescita economica e sociale del paese un sistema d’istruzione tripartito?

  • Francesca |

    Lo sostengo da sempre . La scuola italiana e’ nozionistica obsoleta e classista.Premia chi e’ gia’ colto, non prepara e non si occupa in modo particolare dei giovani meno acculturati per portarli allo stesso livello.L ‘ esame di maturita’ e’ a meta’ tra una sfida inutile e insensata ed un Rischiatutto da pagliacci.Vogliamo crescere e voltare pagina? Il Paese e’ srmpre in crisi in primis a causa di una scuola scadente.

  • Maria Basilicata |

    I voti nei licei sono fortemente gonfiati perché le famiglie che vogliono il prosieguo degli studi dei propri figli, spesso sulle proprie orme professionali, devono convincere gli stessi alunni che valgono, che hanno capacità e che quindi possono, con successo, affrontare l’università!
    Spesso i diplomandi liceali sono mediocri come quelli degli istituti tecnici, indipendentemente dai diversi contenuti e competenze. Ma, per per i liceali, per principio…. non è consentito essere mediocri e di conseguenza avere un voto basso.
    Io sono da 26 anni insegnante nei Geometri ed ho diplomato in tanti anni giovani di gran lunga più maturi, più capaci, più disinvolti e più competenti di tanti liceali maturati quest’anno in una commissione di cui sono stata presidente.
    Penso, purtroppo che, la scuola oggi prepara gli alunni alle prove Invalsi…non alla loro crescita.

  • Nuccio Viglietti |

    Ahinoi bipede idiota continua concepire studio esclusivamente in funzione prospettiva lavorativa…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

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