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economia

Agricoltura, scopri dove si coltiva la frutta in Europa

Se avete risposto correttamente a queste tre domande, probabilmente non è necessario che leggiate oltre. Dato che, molto probabilmente, sapete già che Spagna, Italia e Polonia rappresentano il frutteto d’Europa. Questi tre Paesi, da soli, ospitano infatti due terzi della superficie coltivata ad alberi da frutto dell’intero continente. Sì, non si parla qui di produzione, ma di estensione delle aree coltivate. I dati arrivano da Eurostat, che ha aggiornato al 2017 i dati la cui rilevazione viene effettuata ogni cinque anni. Numeri che Infodata ha riassunto in questa mappa:

Il filtro in alto a sinistra consente di selezionare il tipo di frutto sul quale si vuole concentrare la propria attenzione. Di default è mostrata l’estensione delle superfici coltivate ad albicocche.

L’Italia ha il secondo ‘campo’ più grande d’Europa: 18mila ettari contro i 24mila della Spagna. Siamo secondo dopo Madrid anche per quanto riguarda le arance, con 78mila ettari coltivati contro i 135mila iberici. E un discorso analogo vale anche per i limoni e per le pesche. Siamo invece il primo Paese europeo per superficie coltivata a pere, con ben 28mila ettari dedicati. Mentre, per quanto riguarda le mele, il primato è polacco.

E proprio la Polonia è la nazione che, rispetto alla rilevazione del 2012, ha visto incrementare maggiormente la quota di territorio destinata alla coltivazione di alberi da frutto. Con una crescita dell’11% ha raggiunto i 167mila ettari (160mila dei quali destinati alle mele). Una cifra che la pone al terzo posto in Europa. Prima, come intuibile, la Spagna che, con 422mila ettari di superficie dedicata alla produzione di frutta, rappresenta una quota pari al 33%. Seconda piazza per l’Italia e i suoi 279mila ettari. Cifra pari al 22% dell’intera superficie europea coltivata ad alberi da frutto.

Questo limitandosi a considerare la situazione al solo 2017. Se però, come fatto per la Polonia, si guarda a come sono cambiate le cose negli ultimi cinque anni, si scopre che tanto l’Italia quanto la Spagna hanno ridotto del 2% la superficie del proprio territorio dedicata a questo tipo di produzioni. In percentuale colpiscono maggiormente i dati della Repubblica Ceca e della Croazia, che l’hanno ridotta rispettivamente del 29 e del 24%, mentre il Portogallo è cresciuto del 7%, Grecia e Romania del 6%. In numeri assoluti, però, la riduzione italiana e spagnola è più consistente.

Negli ultimi cinque anni, infatti, la quota di territorio destinata agli alberi da frutta si è ridotta in Italia di 6.300 ettari. Si tratta, giusto per usare la facile analogia calcistica, di qualcosa come 9mila campi di pallone. Sui quali cinque anni fa crescevano pere, mele, arance e pesche. E dove oggi si fa tutt’altro.