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cronaca

Canta insieme a noi le sei canzoni di Natale (data driven)

Il Natale è dietro l’angolo e, a prescindere dal fatto che lo si stia aspettando o meno, è quasi impossibile fuggire dall’atmosfera natalizia che ormai, a Dicembre inoltrato, si sta facendo strada verso il 25.

Questo è il periodo dell’anno in cui, indipendentemente dalle proprie idee in fatto di religione, si pensa quasi sempre alla festività associata ai regali consegnati dall’omone vestito di rosso a bordo della famosa slitta.

Ma oltre a Babbo Natale, c’è un altro elemento che caratterizza il “Christmas Time” e al quale è difficile sottrarsi a meno che non ci si rifugi in un bunker isolato dal resto del mondo: le canzoni di Natale.

A partire dai centri commerciali che cominciano a tingersi di bianco con largo anticipo già da inizio Novembre, passando per le pubblicità sia radiofoniche che televisive, finendo poi con i classici servizi del telegiornale che ogni anno ripropongono lo stesso copione, tutto quello che coinvolge le masse e riguarda il Natale, solitamente è accompagnato da qualche motivetto che entra in testa e difficilmente se ne va prima della seconda metà di Gennaio.

Fatta eccezione per i brani inequivocabilmente associati al tema religioso, ci sono alcune canzoni che sono diventate parte integrante della tradizione musicale natalizia facendosi largo nella memoria delle persone anno dopo anno.

Nella rappresentazione grafica a seguire sono state esaminate sei di queste canzoni con particolare attenzione a quali siano le parole più o meno utilizzate all’interno dei testi (rappresentandole con un gradiente di colore viola-arancio-rosso) anche per capire quanto possano essere considerati originali dal punto di vista della scelta lessicale.

 

Nel primo grafico, per ogni brano, sulla sinistra sono rappresentate sotto forma di note musicale tutte le singole parole utilizzate all’interno del testo, colorate in base alla frequenza di utilizzo e tanto più grandi quanto lo è la loro lunghezza in caratteri.
Passando col cursore sopra il titolo delle singole canzoni scatta un highlight che ne mette in evidenza il grado di originalità (parole uniche in relazione al totale delle parole utilizzate nel grafico in basso a sinistra) e che mostra quali siano le parole presenti nella “nuvola” delle parole più usate per i sei titoli presi in esame (in basso a destra).

“Last Christmas” degli Wham! che originariamente si sarebbe dovuta chiamare “Last Easter” prima che i produttori decidessero di anticiparne l’uscita per Natale, si aggiudica il titolo di canzone più lunga con 346 parole ma probabilmente, continuerà a rimanere indelebile nell’immaginario comune principalmente grazie all’intramontabile videoclip dalle capigliature cotonate tanto care a George Michael & Co durante gli anni 80.

Poco distante, a quota 303 parole, appare la reginetta del Natale Mariah Carey con la sua “All I want for Christmas is you” che, sebbene nel testo proponga di mettere da parte regali e regalini vari per concentrarsi sul vero amore, curiosamente è uno dei motivi più utilizzati per pubblicità o servizi televisivi orientati al marketing natalizio più sfrenato.

Gli altri quattro brani, decisamente più datati, fatta eccezione per “Jingle Bells” che paga dazio per la frequente e caratteristica ripetizione dello stesso titolo all’interno del testo, risultano essere quelli più originali dal punto di vista del rapporto tra numero di parole diverse e totale di parole utilizzate.
Primo tra tutti “Jingle bell rock”, inciso nel 1957 da Bobby Helms, che sebbene presenti solo 53 vocaboli nel proprio testo, a fronte dei 110 totali, fa registrare un “indicatore di originalità” pari al 48%, seguito da “It’s beginning to look a lot like Christmas” (43,7%) e da “Let it snow” che chiude il podio per la categoria a quota 42%.

 

Ultimi commenti
  • William |

    Olá, tudo bem?

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  • Raffaele |

    Vivo negli USA dal 1958, in California dal 1985, ma torno in Italia ogni anno da quando sono in pensione. Conosco bene tutte queste canzoni, ma mi rattrista vedere che in Italia sono popolare solo canzoni straniere, sia durante Natale che per tutto l’anno. E’ un vero autocolonialismo e purtroppo gli italiani in Italia neanche se ne rendono conto. Quando vengo in Italia, e quando leggo i giornali italiani sull’internet, noto anche l’assoluta mancanza di orgoglio di essere italiani, anche se poi, quando ne parlo con amici o conoscenti, quasi tutti mi dicono che mi sbaglio. Questo significa che la gente, inclusa la la maggioranza dei giornalisti, neanche si rende conto di quello che sta succedendo in Italia e dell’effetto negativo che questo modo di pensare e comportarsi avra’ sulla cultura italiana e sulla posizione che l’Italia avra’ nel mondo negli anni futuri.
    Questo e’ un lungo discorso ma mi fermo qui perche’ gia’ so che queste cose non interessano nessuno, anzi mi si dira’ che mi sbaglio. Comunque, garzie per aver accettato questo mio breve scritto e distinti saluti.

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