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economia

Le piramidi “sbagliate” di Cina e India e le pensioni del continente rosso

Non sembrano piramidi. La piramide demografica, utilizzata in statistica, è una rappresentazione grafica della popolazione per classe d’età che descrive l’andamento demografico, generalmente distinguendo tra maschi e femmine. Sull’asse verticale vengono raffigurate le classi di età, mentre in ascissa – l’asse orizzontale – viene rappresentata la numerosità della popolazione della classe di età in questione. Quelle realizzate dall’economista svedeseAron Strandberg, si concentrano su Cina (sinistra) e India (a destra) due Paesi con una crescita demografica più marcata. Il confronto dal 1990 fino alla proiezione al 2050 vede l’allungarsi dell’età media. Ed è un classico di questo tipo di rappresentazioni (si veda la linea nera che sale). Però mentre in Cina la base di lavoratori più giovani si riduce molto sensibilmente in India il processo pare più morbido. E l’età media è più alta nel continente rosso.

 

 

Dall’inizio del 2016 in Cina le famiglie sono state autorizzate ad avere due figli. Prima c’era una politica di nascite più restrittiva, diciamo. Politica che è stata sbloccata anche in seguito alle proiezioni sulla scarsità (vera o presunta) di donne. Il numero di persone di età compresa tra 16-60 è diminuito di 4.87 a 911 milioni nel 2015, il quarto anno consecutivo di declino. In ogni caso, quello che l’economista svedese prevede è uno squilibrio previdenziale. Se oggi il rapporto è di circa sette lavoratori per pensionato, nel 2050 ci saranno solo due lavoratori per pensionato. Il che potrebbe comportare dei problemi di non poco conto. Attualmente, infatti, l’età di pensionamento in Cina è di 60 anni per gli uomini e 55 per le donne impiegate. È di 50 anni, invece, per le operaie. Si va quindi verso un allungamento dell’età pensionabile.  Il 2 dicembre scorso, l’Istituto della Popolazione ed Economia del Lavoro e l’Accademia Cinese delle Scienze Sociali ha pubblicato una relazione preliminare del governo sulla popolazione e il lavoro, in cui i ricercatori hanno suggerito una strategia in due fasi per cambiare l’età di pensionamento.

Come riportato dalla Reuters, infine, c’è un problema anche con i fondi pensioni, in Cina. «Gli analisti hanno da tempo messo in guardia la Cina a causa di una grave carenza di finanziamento dei fondi pensioni. Alcuni stimano il deficit di cassa potrebbe salire ad essere quasi a 11 trilioni nei prossimi 20 anni. Il ministro avrebbe detto che un cambiamento di politica di pensionamento dovrebbe consentire flessibilità e tener conto delle esigenze dei vari gruppi di lavoro, e “non dovrebbe prendere in considerazione solo le entrate e le uscite del fondo pensione».

anno estremamente impattanti sul futuro della Cina. Come un esempio delle sfide emergenti, una stima recente pubblicata in Scientific American ha affondato la scarsità di donne in Cina a 62 milioni, creando una situazione in cui ci saranno milioni di uomini che non sono in grado di sposarsi.