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cronaca

L’Europa dei dati. Otto Paesi europei su dieci hanno regole sugli Open data

Attualmente l’81% degli Stati europei dispone di una policy inerente gli Open Data, con un forte incremento rispetto al 2015, quando la percentuale era del 69. I diversi Paesi, inoltre, stanno migliorando i propri portali dedicati, raggiungendo un punteggio complessivo di maturità di questi pari al 64,3% (contro il 41,7% dell’anno precedente). Si tratta di portali che offrono differenti formati di dati e funzionalità di download, raccolgono crescenti quantità di dati e registrano un traffico di utenti sempre maggiore. Ne abbiamo parlato qui

Secondo “Open Data Maturity in Europe 2016: Insights into the European state of play” durante l’anno in corso in Europa è stato completata in media il 57% del proprio programma per l’implementazione degli Open Data, con un incremento del 28,6% rispetto al 2015. L’Italia, a sbirciare il report di Capgemini, è fra quelli che inseguono. La diffusione degli Open Data nel nostro Paese è al di sotto della media europea (lo era anche l’anno scorso). Oggi il nostro patrimonio di dati aperti è composto da 10.346 dataset, prodotti da 76 amministrazioni. La differenza fra le regioni del Nord e quelle del Sud è ancora determinante, col Mezzogiorno notevolmente indietro, dove gli archivi poco digitalizzati sono una zavorra pesantissima. Ma a pesare maggiormente è il ritardo col quale il processo ha avuto inizio, oltre che i tanti tentennamenti.

 

Nella mappa si possono esplorare i parametri per ogni singolo paese. L’Italia compare tra i follower.