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economia

Agricoltura, la fotografia e gli scenari del lavoro in Italia

sommersolarge
In agricoltura la manodopera stagionale in un anno è cresciuta del 3,2 per cento. Contrariamente a quanto si potrebbe ormai essere portati a pensare, resta un fenomeno che riguarda soprattutto gli italiani (64,4% del totale dei lavoratori), anche se il coinvolgimento di addetti stranieri continua ad aumentare (+4,1%). Ma l’aspetto più inquietante è senza dubbio che i braccianti assunti per meno di dieci giorni – segmento all’interno del quale spesso e volentieri rischia di nascondersi il lavoro nero – crescano addirittura a doppia cifra, sia per quanto riguarda la manodopera italiana che quella straniera. Il quadro emerge dalle elaborazioni che Uila, sindacato agroalimentare espressione di Uil, ha compiuto sui dati Inps delle ultime due annualità, numeri reali che, se aggregati, possono fornire preziose indicazioni su dove sta andando il settore. In agricoltura, come da tradizione, la stagionalità dei contratti continua a essere decisiva: a fronte di circa 100mila lavoratori a tempo indeterminato del comparto, nel 2015 si contano 938.957 braccianti con contratto a tempo, dato in crescita del 3,2% sull’anno precedente.

Articolo pubblicato sul Sole 24 Ore del 17 agosto 2016 a pagina 10
Ultimi commenti
  • Giuseppe |

    si e vero.il lavoro cresce ma x gli ecstra comunitari.e i padri di famiglia a casa.finitela di dire cazzate e parlate con un po di coscienza. tine giuseppe. vergognatevi

  • Giuseppe |

    si e vero.il lavoro cresce ma x gli ecstra comunitari.e i padri di famiglia a casa.finitela di dire cazzate e parlate con un po di coscienza. tine giuseppe. vergognatevi

  • claudio fava |

    La disattenzione degli stake-holders per l’unico mercato in crescita in Italia, è frutto di 2 tipologie di ignoranza:
    1-quella degli operatori che privilegiano le scorciatoie al progetto INTEGRAZIONE
    2-quella dei Ministeri che sottovalutano la mancanza di supporto aell’agrindustria, prima agro e poi industria, che è una filiera che comincia con le attività semplice e si dirige verso il made in Italy quindi valore aggiunto, ricerca, formazione, occupazione.
    Spesso parliamo delle pagliuzze, anche nel S24H, purtroppo, perché non abbiamo il coraggio di dare coraggio.
    E chi meglio del S24H può dare gli occhiali ai miopi dell’agrindustria?
    Non prendiamoci in giro.
    claudio f. fava

  • claudio fava |

    La disattenzione degli stake-holders per l’unico mercato in crescita in Italia, è frutto di 2 tipologie di ignoranza:
    1-quella degli operatori che privilegiano le scorciatoie al progetto INTEGRAZIONE
    2-quella dei Ministeri che sottovalutano la mancanza di supporto aell’agrindustria, prima agro e poi industria, che è una filiera che comincia con le attività semplice e si dirige verso il made in Italy quindi valore aggiunto, ricerca, formazione, occupazione.
    Spesso parliamo delle pagliuzze, anche nel S24H, purtroppo, perché non abbiamo il coraggio di dare coraggio.
    E chi meglio del S24H può dare gli occhiali ai miopi dell’agrindustria?
    Non prendiamoci in giro.
    claudio f. fava

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