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cronaca

Musica, anche in Italia sorpasso del digitale. Tutti i numeri che contano

Anche in Italia la musica in digitale sorpassa cd e vinile. I dati rilevati da Deloitte per FIMI e relativi al primo semestre del 2016 certificano il sorpasso del digitale, guidato dallo streaming, sul prodotto fisico a livello nazionale. Il segmento digitale è oggi il 51%, trascinato dall’imponente crescita dei servizi di streaming, che rappresentano il 40% del mercato totale e segnano un incremento del +51%.  Mentre nel complesso il mercato discografico italiano è crescituo dell’1% nei primi sei mesi, parliamo quindi di  66,4 milioni di euro al sell in.

 

Nel mondo. L’anno scorso per la prima volta la musica in streaming ha superatop per giro d’affari le vendite di cd e dischi in vinile. Lo ha certificato il Global Music Report dell’Ifpi (l’associazione mondiale dei discografici) che indica in 15 miliardi di dollari il valore dell’intera industria della musica (+3,2%). La musica digitale sarebbe complessiva cresciuta del 10,2% a 6,7 miliardi di dollari e rappresenterebbe il 45% delle vendite totali contro il 39% di quella fisica. Più nello specifico lo streaming è cresciuto del 45% a 2,9 miliardi di dollari compensando così il declino del download.

Il numero uno dell’Ifpi  Frances Moore ha detto : “Dopo due decenni di declino quasi ininterrotto nel 2015 assistiamo alla crescita dei ricavi a livello globale. Il settore si è adattato all’era digitale ed è emersa forte e più intelligente” .

 

Download in crisi. Nel mondo 68 milioni pagano un abbonamento per ascoltare la musica online. Il download pur rappresentando il 20% dei ricavi dell’industria ha perso il 10,5% a 3 miliardi di dollari. E’ il calo più consistente dal 2014.

Quanto entra nelle tasche degli artisti? 

Per gli artisti gli incassi dalla musica (dischi, download e stream per capirci) e dalle performance live sono aumentati del 4,4%. I ricavi da streaming sono il 14% di quello che si mettono in tasca. Era il 10% nel 2011.

Il declino del supporto fisico.

Supporto fisico è una espressione tremenda. Ma dà l’idea. I cd, vinili e altro sono calati del 4,5%

Quanto è vasta l’audience di chi ascolta musica in streaming senza pagare? 

Parliamo dei servizi come Spotify, Deezer e Napster più nello specifico di quelli che si sostengono con la pubblicità (e quindi free). La platea sarebbe di 900 milioni di persone. Mentre chi paga sono solo 68 milioni. Erano 41 nel 2014.

Il digitale italiano

Sul fronte digitale continua la progressione dello streaming in abbonamento, cresciuto del 68%, con servizi come ad esempio Spotify, Apple Music, Deezer e TIMmusic, contro il +19% dell’ad-supported di YouTube. In totale, lo streaming ha fatturato 26,3 milioni e secondo i dati FIMI, il 20% dei consumatori di musica accede a servizi in streaming a pagamento.

Cosa si ascolta in Italia. Sempre forte il repertorio italiano che rappresenta il 44% contro il 38% del repertorio internazionale (comunque in salita del 7% rispetto allo stesso periodo del 2015). Continua anche la corsa del vinile che, con un’ulteriore 43% di crescita, rappresenta oggi il 5% del mercato italiano.

La fotografia del mercato 2015 mostra un consumo trasversale da parte dei fan di musica” ha commentato il CEO di FIMI, Enzo Mazza, “dove adulti e teenager scelgono spesso in maniera indifferente tra i vari formati, dallo streaming sullo smartphone, al CD o la versione deluxe di vinile”.