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finanza

Fmi: le sofferenze risultano pari all’11,2%, sopra la media Ue. Dove va il credito delle banche italiane?

Il fondo monetario internazionale ha lanciato l’allarme: sul fronte dei crediti deteriorati, in rapporto agli impieghi totali, le sofferenze delle banche italiane risultano infatti pari all’11,2%, un record tra le economie avanzate. Il dato emerge da una tabella del Global Financial Stability Report, il rapporto redatto dal Fondo nell’ambito dei lavori primaverili in corso a Washington. Una media ben più alta del 6,7% della Spagna (il cui sistema bancario ha avuto 41,3 miliardi di aiuti dal fondo europeo Esm per la ricapitalizzazione degli istituti) , del 2,8% del Regno Unito e del 4,3% dell’area euro core. Secondo il rapporto la quota delle sofferenze di Unicredit è del 10,8% contro il 10,7% di IntesaSanpaolo. La media delle altre banche italiane è del 12,2 per cento. Il Texas ratio (rapporto fra i crediti deteriorati e il patrimonio equity) per l’Italia è del 58,7%, con Unicredit al 58,3% e IntesaSanpaolo al 52,2 per cento. Gli articoli sul Sole 24 Ore.com 

Dove va il credito delle banche italiane?

Il saldo a giugno 2015 delle sofferenze accumulate da tutte le banche italiane ammontava a circa 206 miliardi di euro (solo sofferenze, escludendo i crediti deteriorati), dovuti al mancato rientro di crediti erogati per il 18% (38,5 miliardi) alle famiglie, e per l’81% (166 miliardi) alle imprese. Quali imprese? La fetta più ricca è andata ai costruttori; poi ci sono le aziende manifatturiere e il mercato immobiliare. Le curiosità iniziano quando scopri che 6,5 miliardi (ciascuno) sono stati persi in crediti ad agricoltori e albergatori, 4,2 con le società di trasporti, 3,5 nelle agenzie di viaggio e 3,6 ai liberi professionisti. Le società che hanno prodotto meno sofferenze in assoluto sono quelle delle utilities (la maggior parte a partecipazione pubblica) che tra energia e rifiuti non arrivano nemmeno all’1% del totale.

 

 

E con quale criterio sono stati erogati questi crediti che hanno prodotto tutte queste sofferenze? Nella seconda grafica si vede chiaramente, che la stragrande maggioranza del problema deriva da grandi prestiti dati ad un numero esiguo di imprese (meno del 5% della platea dei clienti).


Quali banche e in che misura? Nella terza grafica c’è l’intero sistema bancario, diviso in quattro categorie di banche (Top5, grandi, medie e piccole): per ciascuna banca abbiamo messo l’ammontare delle sofferenze, la loro copertura e il loro tasso di incidenza rispetto al credito. In questa grafica poi si può scendere ad un bel livello di dettaglio, perché l’utente può selezionare diversi valori e costruirsi la visualizzazione.

 

Datatellers è un’agenzia di data journalism e business intelligence nata nel 2014 dall’inventiva e dalla determinazione di un gruppo di lavoro formato da giornalisti, ingegneri e designer sparsi in tutta Italia. E’ una start-up innovativa con sede a Bolzano e inserita nella scuderia dell’incubatore di imprese del Parco Tecnologico dell’Alto Adige.​