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economia

La mappa dell’inquinamento in Europa. Le città a rischio. Ed era il 2013

L’inquinamento atmosferico è il principale fattore di rischio ambientale per la salute in Europa: riduce la durata di vita delle persone e contribuisce alla diffusione di gravi patologie quali malattie cardiache, problemi respiratori e cancro. Secondo una nuova relazione pubblicata dall’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), l’inquinamento atmosferico «continua ad essere responsabile di oltre 430mila morti premature in Europa».
Gli inquinanti piu’ problematici per la salute umana sono il particolato (Pm), l’ozono troposferico (O3) e il biossido di azoto (NO2). Le stime dell’impatto sulla salute associato all’esposizione di lungo termine al Pm2,5 (polveri ultrasottili, Pm10 sono le polveri sottili, ndr) mostrano che questo inquinante «e’ responsabile di 432mila morti premature in Europa nel 2012, un livello analogo alle stime degli anni precedenti». Gli impatti stimati dell’esposizione a NO2 e O3 erano rispettivamente di circa 75mila e 17mila decessi prematuri”.
Nell’Info ci siamo occupati di fornire una panoramica della qualità dell’aria sulla base di dati provenienti da stazioni ufficiali di controllo (via Qualità dell’aria e-reporting) nelle città inclusi nel progetto Audit urbano. Viene rappresentata la situazione in relazione ai diversi standard di qualità dell’aria dell’Unione Europea e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
La relazione fornisce stime relative alle morti premature anche a livello nazionale. Per l’Italia si parla di 59.500 morti premature attribuibili all’esposizione a particolato sottile (Pm2,5); 3.300 all’ozono (O3); 21.600 al biossido di azoto (NO2). Il totale delle morti anticipate causate dai tre inquinanti in Italia e’ quindi di 84.400.

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