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cronaca

Demografia: che fine hanno fatto le famiglie numerose?

Che fine hanno fatto le famiglie numerose? Prendiamo dieci donne nate nel 1933 e che quest’anno hanno festeggiato gli 85 anni di età. Ebbene, in media nel corso della loro vita hanno partorito complessivamente 23 volte. E le loro dieci nipotine del 1977? Per queste è accaduto “solo” 14 volte.

I dati pubblicati da Istat, tuttavia, ci dicono di più: quello che è venuto a mancare nella struttura sociale del paese, in modo costante e continuo dalle ragazze della leva del 1933 a quelle del 1977, sono le famiglie numerose.

Se non la norma, per le donne nate prima della guerra era abbastanza comune fare tre o più figli. Tanto per restare all’esempio precedente, sui 23 bambini partoriti dalle donne nate nel 1933 ben 7 avevano almeno due tra fratelli e sorelle. Considerando l’intera popolazione, il rapporto tra i figli nati in famiglie numerose e quello di coloro che sono figli unici o con un solo fratello o sorella era di uno a due. Per i loro pronipoti nati dalle ragazze del 1977, invece, tale rapporto è sceso al 12%, praticamente ridotto di un terzo in meno di 50 anni.

Il tasso di fecondità per ciascun anno di nascita, cioè per una coorte, riferito alle donne che hanno avuto un solo figlio è anch’esso calato nello stesso periodo, ma meno sensibilmente: era 861 per mille per le nate nel 1933, è diventato 780 per quelle del 1977. Il grafico ci mostra come questo valore sia iniziato a scendere per le donne nate nel 1955, mentre la flessione del tasso di fecondità per coloro che hanno avuto due figli è iniziata per quelle nate nell’immediato dopoguerra.

In sintesi: ciò che sembra mancare dai dati Istat non è tanto la voglia (o la possibilità) di fare figli, quanto quella di farne molti.

Le famiglie con figli unici e quelle con due figli sono diminuite nel lungo periodo ad un ritmo modesto (considerando almeno fino alle attuali quarantenni), con valori inferiori ma non troppo lontani rispetto alla situazione pre-bellica. Le famiglie numerose, quelle con tre, quattro, cinque o più figli sono oramai una rarità.