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economia

Auto: quanto costa un incidente? Per ogni sinistro il premio Rca sale di 14 cent

Quanto costa un incidente? Quanto, cioè, il numero di sinistri incide sul premio medio Rca versato dagli automobilisti alle agenzie di assicurazione? Incrociando i dati Istat sul numero di incidenti e quelli dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) sui premi, InfoData è in grado di dire che, in media, si tratta di qualcosa meno di 14 centesimi.

È questo il risultato che si ottiene dividendo i 223 euro di premio medio versati nel 2016 dagli automobilisti italiani per i 1598,1 incidenti verificatisi in media in ogni provincia italiana nello stesso anno. Anche se il quadro, analizzato a livello locale, è molto variegato. Si va dall’Ogliastra, dove un incidente “costa” 1,76 euro, alla provincia di Roma, zona nella quale un sinistro incide sul premio medio per meno di 2 centesimi. Il quadro completo lo si ottiene osservando questa infografica:

 

 

 

Le provincie colorate di blu sono quelle nel quali il “costo” di ogni singolo incidente è inferiore alla media, le arancioni quelle in cui è invece superiore. Più ci si allontana dalla media, più la tonalità diventa scura. Lo stesso avviene per le regioni, incolonnate sul lato sinistro. Cliccando su una di queste, la mappa si concentra sulla singola regione. Mentre passando il mouse su una provincia o una regione si apre una finestra che indica tutti i dati: numero di incidenti, premio medio, rapporto tra costi assicurativi e sinistri e differenza rispetto alla media nazionale.

Ora, ci sono altri elementi da considerare prima di procedere con l’analisi. Gli incidenti censiti da Istat sono quelli segnalati dalle forze dell’ordine. Se quindi due automobilisti risolvono la questione con una constatazione amichevole senza dover telefonare ai vigili urbani, il sinistro non finisce nel database. È possibile, ma non dimostrabile, che la percentuale di incidenti gestiti solo da chi è direttamente coinvolto sia simile in tutta Italia. Però, appunto, non si può esserne certi. Ma questi sono i dati a disposizione.

Poi c’è un’altra questione. Ivass attribuisce un’assicurazione ad un territorio sulla base della provincia di residenza dell’intermediario nel caso il contratto sia sottoscritto in un’agenzia, a quella del contraente nel caso in cui si tratti di un’assicurazione on line. Non è detto, in altre parole, che chi vive in provincia di Milano non possa scegliere un assicuratore di Pavia. Senza contare che non per forza un’automobilista resta coinvolto in un incidente nella stessa provincia cui fa riferimento il contratto assicurativo.

Tutto questo per dire che i dati vanno comunque presi con le molle. Perché, allora, effettuare questo tipo di raffronto? Banalmente perché, in un territorio in cui gli incidenti sono più frequenti, anche i premi dovrebbero essere più alti. Perché significa che le assicurazioni si trovano a dover pagare per i danni causati dai propri clienti. È chiaro, l’aumento riguarda solo chi ha responsabilità in un sinistro. Ma il dato riguarda i premi medi. E quindi, insomma, ci si aspetterebbe di vedere una correlazione.

Un’aspettativa che resta, però, delusa. Delle dieci province in cui il rapporto tra premi e numero di incidenti è più basso, nove sono infatti capoluoghi di regione. Ovvero Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Firenze, Bari, Palermo e Bologna. Si tratta di realtà in cui avviene un numero elevato di sinistri, in generale nei comuni capoluogo si è al di sopra della media nazionale di incidenti ogni cento abitanti. Eppure sono le aree in cui il “costo” di un incidente è più basso rispetto alla media nazionale.

L’ipotesi per spiegare questo fenomeno è legata al pendolarismo. Ovvero al fatto che i centri più importanti siano in grado di attirare persone anche da fuori provincia. Se andando al lavoro provocano un incidente, quest’ultimo viene censito nel territorio dell’ufficio. Ma il premio assicurativo sale, magari, nella provincia di residenza dell’automobilista.

Caso emblematico, in questo senso, è dato dalla Sardegna. Con un costo a sinistro di 17 centesimi, Cagliari è di poco sopra la media nazionale. Ma le province che la circondano, a cominciare dall’Ogliastra e dal Medio Campidano, sono tra quelle in cui il rapporto tra premio medio e numeri di sinistri è il più alto d’Italia. Allo stesso modo anche Genova, Torino e Roma sono circondate da zone in cui l’incidenza del singolo sinistro sul premio è superiore alla media nazionale.

Si tratta, ovviamente, di medie. Assicurare un’auto parcheggiata sotto la Mole nel 2016 è costato in media 229 euro. Se invece il garage fosse stato in provincia di Biella, si sarebbero spesi 171 euro. Da queste parti, però, sono appena 369 gli incidenti censiti da Istat, contro gli oltre 5mila della provincia del capoluogo piemontese. Questo spiega perché non necessariamente una provincia in cui il “costo” di un incidente sia più basso sia anche quella in cui si risparmia sull’Rca.