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cronaca

L’incidenza del bio nella spesa degli italiani

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In un report di Ipsos dal titolo “Agroalimentare: falsi miti e nuove verità”, emerge, per esempio, che l’incidenza del bio sulla spesa degli italiani è volata dallo 0,7% del 2000 al 3,1% del giugno 2016. Il giro d’affari è stimato in 4,5 miliardi. Mentre le categorie di prodotti per i quali è previsto un calo nel prossimo quinquennio, sono carne, oli, grassi vegetali, bevande gassate, alcolici, latticini e derivati. Anche dall’ultima Global survey di Nielsen “Health/Wellness: food as medicine” condotta in 63 Paesi, tra i quali l’Italia, con lo scopo di analizzare l’evoluzione degli stili alimentari e cogliere nuovi trend in anticipo, emerge che gli italiani sono sempre più salutisti e attenti al cibo che consumano. Uno su tre considera i superfood (tutti quei cibi che garantiscono benefici al corpo) addirittura come possibili sostituti dei farmaci. Molto apprezzati i fagioli (quattro italiani su dieci sono alla ricerca di fonti alternative di proteine rispetto alla carne), il tè e il salmone (consumati, nell’ordine, dal 47%, 46% e 45%). Ma gli alimenti salutari preferiti dalla maggioranza degli italiani sono yogurt e noci.
La Penisola è prima tra i grandi Paesi europei per il consumo di bacche di Goji (16% degli intervistati contro il 6% in Germania, Gran Bretagna e Spagna). Sette italiani su dieci (68%) sono convinti che questa bacca possa essere utilizzata a scopo curativo (multivitaminico naturale, sostegno al sistema immunitario, regolazione della glicemia). Il secondo superfood ritenuto più salutare è la curcuma, spezia giudicata benefica dal 62% degli italiani. Il 27% consuma spesso anche un altro tipo di bacca, ovvero il mirtillo.

Articolo sul Sole 24 Ore del 19 aprile 2017