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tecnologia

Gli interventi per rendere la casa anti-sismica

Mettere in sicurezza le case dal rischio sismico è possibile. Salvando non solo le vite umane, ma anche evitando gravi danneggiamenti alle strutture. Con interventi relativamente poco invasivi, soprattutto se si ha già intenzione di eseguire una ristrutturazione: dall’inserimento di catene per migliorare il collegamento fra pareti, tetti e coperture al rinforzo delle fondamenta, anche con pali di consolidamento, che aiutino l’appoggio del fabbricato; dalla stabilizzazione della muratura con iniezioni di miscele specifiche all’applicazione di fibre innovative per consolidare le volte. O con opere molto profonde, eseguite a fronte di ristrutturazioni complete e – in particolare nel caso di edifici in cemento armato – che prevedono ad esempio l’inserimento di molle o di gomme a livello delle fondamenta,così da creare un cuscinetto che attenua l’impatto dell’onda d’urto del sisma.

Articolo sul Sole 24 Ore del 16 febbraio 2017
Ultimi commenti
  • Alfonso |

    Domanda : Come è possibile lasciare un permesso di consolidamento ad un fabbricato in mattoni pieni con mattoni frantumati al piano terra dalle scosse di terremoto senza consolidare le fondamenti?

  • Fabio Limiti |

    Tutti gli edifici possono essere migliorati nella risposta alle sollecitazioni sismiche, ma occorre analizzare caso per caso poiché la gamma delle situazioni è pressoché infinita.
    Le situazioni più complesse sono quelle degli aggregati nei centri storici che rappresentano la quasi totalità del patrimonio edilizio a rischio maggiore.
    In questi casi ritengo sarebbe un’ottima soluzione la creazione in ogni alloggio di almeno una safety room dove potersi rifugiare in caso di sisma e dove far dormire abitualmente i bambini.
    Occorrerebbe, però, diffondere l’idea e rendere questa misura finanziabile.

  • Michele Angelo Privitera |

    E’ importante sensibilizzare i cittadini sugli aspetti che riguardano il rischio sismico degli edifici, ma ritengo che l’informazione debba essere rigorosa, proprio perchè ci si rivolge ai non addetti ai lavori. La figura allegata al breve articolo è forviante. La gente comune non ha idea degli interventi necessari su un edificio, si corre il rischio di confonderli ulteriormente e non metterli in condizione di capire la bontà di una soluzione piuttosto che un’altra. Se il Vostro giornale vorrà dedicare una rubrica specialistica, anche per aiutare i lettori nell’impiego dello sgravio fiscale per adeguamento sismico, il Comitato Professioni Tecniche sarà felice di mettervi in contatto con alcuni esperti di alto livello nel settore.
    Cordiali saluti
    Michele Privitera
    Comitato Professioni Tecniche

  • aurelio frison |

    Il servizio è interessante; memore di quanto detto dal senatore arch. Renzo Piano, mi attenderei che i comuni in zona sismica creassero un servizio con “l’architetto condotto” che passa di casa in casa, fa una diagnosi termografica dell’edificio (una diagnosi non invasiva) dichiarando gli interventi necessari, la spesa presunta x rendere antisismico il fabbricato; ovviamente la politica nazionale e regionale dovrà fare la propria parte, mettendo il cittadino nelle condizioni di attuare l’intervento con finanziamenti e defiscalizzazioni mirati. Grazie x l’attenzione.

  • Carlo checchia |

    Conoscete qualche ingegnere esperto su queste nuove tecniche in prov di Fg? Grazie

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