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finanza

Npl, i crediti deteriorati scendono a quota 5,4%. Il confronto europeo


Eppur si muove, appena appena, ma si muove. La montagna di non performing loans (Npl), i cosiddetti prestiti non performanti, che continua a zavorrare le banche dell’Unione europea e dello spazio economico europeo nell’ultimo anno s’è ridotta calando dal 6,5% di fine 2014 al 5,4% del giugno 2016, in leggera contrazione rispetto allo scorso anno quando l’European banking authority aveva piantato la bandierina a quota 5,6% sul totale dei prestiti concessi.
Il grafico indica un marginale miglioramento anche per le banche italiane che restano al di sopra del 16%, ma con qualche decimale in meno (0,4% nei primi sei mesi del 2016). Un sussulto, in realtà, ma nella giusta direzione. Il 30% degli Npl italiani sono correlati all’attività delle Pmi, il 20% all’industria più grande, con la manifattura maggiormente esposta, in linea con la silhouette dell’economia italiana.

Articolo sul Sole 24 Ore del 3 dicembre 2016