Il 20 ottobre si alzerà il sipario su una nuova esaltante stagione regolare NBA, in cui 29 squadre tenteranno di dare la caccia al titolo e spodestare i campioni in carica di New York, sponda Knicks, riusciti a centrare un titolo che mancava da troppi anni nella Grande Mela e dando vita ad una delle serie di Finals più belle degli ultimi decenni contro i San Antonio Spurs.
Come ogni anno (link ad articolo precedente https://www.infodata.ilsole24ore.com/2025/10/20/tutto-pronto-per-il-campionato-nba-chi-vincera/), in redazione abbiamo spolverato canotte, figurine ed action figure di giocatori e franchigie del cuore in vista della partenza, senza dimenticare di dare un’occhiata al confronto tra cosa è successo numericamente la scorsa stagione e cosa prevedono gli scommettitori, specialmente a seguito di quanto è accaduto subito dopo l’assegnazione dell’Anello.
Ricordiamo che le quote americane sono uno dei sistemi più diffusi negli Stati Uniti per indicare le probabilità e i potenziali guadagni nelle scommesse sportive e si distinguono in quote positive (+) e quote negative (-).
Le prime rappresentano quanto si può vincere con una puntata di 100 dollari, mentre le seconde indicano quanto bisogna scommettere per ottenere un profitto di 100 dollari.
Ad esempio, una quota di +200 significa che, puntando 100 dollari, se la scommessa risulta vincente si otterrebbero 200 dollari di profitto, per un totale di 300 dollari tra vincita e puntata iniziale.
Al contrario, una quota di -150 indica che è necessario puntare 150 dollari per vincerne 100, ricevendo in caso di successo un pagamento complessivo di 250 dollari.
Se esiste un luogo simbolo in cui le tumultuose dinamiche del mercato estivo hanno letteralmente sbriciolato le gerarchie emerse dal campo nei mesi scorsi, quello è senza dubbio Philadelphia visto che i 76ers sono stati incontestabilmente i dominatori e i grandi catalizzatori della sessione estiva di trasferimenti, rendendosi autori di una ristrutturazione del roster a dir poco fantascientifica.
Dopo una stagione regolare 2025/26 vissuta tra alti e bassi, chiusa con un bilancio sobrio di 45 vittorie e troppe amarezze ai playoff, la dirigenza della Pennsylvania ha deciso di rompere gli indugi e sparigliare del tutto le carte sul tavolo: prima ha piazzato il colpo mediatico dell’anno ingaggiando a parametro zero una leggenda vivente come LeBron James, e poi ha orchestrato una maxi-trattativa sull’asse con Boston per portare in maglia Sixers la stella Jaylen Brown, cedendo in cambio Paul George e un prezioso pacchetto di scelte future.
L’arrivo contemporaneo di due profili di questa caratura, affiancati alle certezze (infortuni permettendo) già presenti di Joel Embiid e Tyrese Maxey, ha elettrizzato gli addetti ai lavori e scatenato la fantasia dei tifosi.
Di colpo, una squadra reduce da un campionato di metà classifica si è trasformata in una delle primissime favorite d’obbligo alla conquista dell’anello, guadagnandosi una quota d’apertura di +900 che la posiziona al pari dei New York Knicks, campioni in carica.
I fuochi d’artificio estivi del 2026 non si sono certo limitati a Philadelphia, rendendo l’intera offseason una delle più movimentate e imprevedibili del recente passato durante la quale, il terremoto più rumoroso e inaspettato si è verificato a Milwaukee: abbandonata definitivamente l’idea di galleggiare faticosamente ai vertici della Eastern Conference, i Bucks hanno preso la dolorosa decisione di cedere la propria icona e stella simbolo Giannis Antetokounmpo.
La partenza del fenomeno greco ha dato ufficialmente il via a una ricostruzione totale da zero, un vero e proprio colpo di spugna sul recente passato che spiega in modo inequivocabile per quale motivo la loro quota per il titolo sia crollata a un vertiginoso +70000.
Nel frattempo, i Boston Celtics si sono cautelati assorbendo Paul George nell’affare Brown, mentre la lega ha assistito al clamoroso e romantico (al netto dei magheggi sui compensi ricevuti dai Clippers per sponsorizzazioni occulte) ritorno di Kawhi Leonard a Toronto, completato attraverso uno scambio multilaterale con i Los Angeles Clippers che ha visto muoversi anche Brandon Ingram in direzione opposta.
Restando nella città degli angeli, i Los Angeles Lakers hanno ridisegnato la propria struttura sotto canestro per la fase post-LeBron, assicurandosi la solidità di Walker Kessler da Utah e spedendo Deandre Ayton a Washington, completando un riassestamento globale e profondo, capace di alterare drasticamente i valori teorici sulla carta, confidando in toto sull’asse in regia formato da Doncic e Reaves.
Andando ad analizzare nel dettaglio la parte altissima dei tabelloni d’apertura, si nota tuttavia come tra i primissimi contender regni la massima coerenza con i verdetti numerici della passata stagione visto che a guidare le lavagne degli scommettitori con una quota d’apertura appaiata di +270 troviamo infatti i San Antonio Spurs capitanati dal fenomeno Victor Wembanyama e gli Oklahoma City Thunder.
Si tratta esattamente delle due corazzate che hanno dominato in lungo e in largo la difficilissima Western Conference, archiviando la stagione regolare 2025/26 rispettivamente con l’eccellente rullino di 62 e 64 vittorie, per un legame tra la forza espressa sul campo e la stima degli scommettitori che appare quasi perfetto, a dimostrazione di due progetti tecnici arrivati a piena maturazione e pronti a contendersi il primato della lega.
Subito dietro si colloca il blocco delle grandi inseguitrici a quota +900 composto Knicks e dai rinnovatissimi Philadelphia 76ers, seguiti a brevissima distanza dai Boston Celtics, quotati a +1300 dopo i 56 successi raccolti nella passata campagna nonostante l’assenza prolungata della stella Taytum, rimasta ora l’unica vera superstar della squadra.
È tuttavia scendendo verso le fasce medie e medio-basse dei tabelloni che l’incrocio tra i dati dello scorso anno e le quote d’apertura rivela i casi più affascinanti per un lettore curioso, magari non completamente informato su tutti gli scenari extra numerici.
Il caso più evidente di scommessa riguarda indubbiamente gli Indiana Pacers: a fronte di un’annata disastrosa da sole 19 vittorie e condizionata da un’incredibile catena di infortuni, i bookmaker li posizionano ad una quota di +4000, puntando con decisione su un immediato e prepotente rimbalzo ad alti livelli con il rientro dei titolari, specie quello di Haliburton, fermo ai box dalle Finals 2025.
Un destino del tutto opposto spetta invece ai Los Angeles Lakers che, pur arrivando da una stagione regolare di certo positiva da 53 vittorie, vedono la propria quota lievitare fino a +3500 a causa del vuoto tecnico e di leadership lasciato dalla partenza di LeBron James (lo scorso anno erano dati a 1500 prima dell’avvio della stagione).
Ad ogni modo, incrociare i freddi numeri del recente passato con le proiezioni e le oscillazioni dei bookmaker conferma una grande verità del basket: il mercato delle quote non è mai uno specchio contabile di ciò che è già stato scritto, ma un algoritmo che tenta di pesare l’impatto emotivo e tattico dei trasferimenti, il tasso di crescita dei giovani talenti e il potenziale ancora inespresso di ciascuna rosa.
Il campo, come sempre, comincerà a emettere le sue prime sentenze inoppugnabili a partire dal 20 ottobre, quando tutte le ventinove contendenti azzereranno il proprio bilancio e ricominceranno a correre da zero.
Dal canto nostro, pronti a sbilanciarci sul prossimo titolo, ci giochiamo una finale in cui gli Spurs di Wemby troveranno la via della redenzione dalla scorsa stagione contro i Sixers di LeBron che, uscendo sconfitto, romanticamente si potrebbe ritirare dopo “sole” 24 stagioni di onnipotenza cestistica.