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Il terremoto di Amatrice: le mappe satellitari, i dati e la ricostruzione infinita

Era il 24 agosto del 2016 quando la terra tremò nel cuore della notte e dell’Italia, devastando Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, ma soprattutto lasciando segni che ancora devono rimarginarsi. La scossa fu la prima di alcuni movimenti sismici che a posteriori vengono associati allo sciame sismico che interessò il Centro Italia a cavallo tra il 2016 e il 2017, il quale colpì ben quattro regioni: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Furono Lazio e Marche le prime regioni a subire i danni della prima scossa: Amatrice e Accumoli, entrambe in provincia di Rieti, contarono rispettivamente 239 e 11 vittime, mentre Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, registrò 51 morti. Il grande numero di vittime ad Amatrice fu anche dovuto all’imminente festa di paese che si sarebbe dovuta tenere il fine settimana stesso del 24 agosto, la quale attirò visitatori e turisti, aumentando il bilancio delle vittime.

Sono trascorsi 10 anni e la ricostruzione di questi luoghi continua, mentre viene descritta come “un vero Laboratorio: un’esperienza che tiene insieme sicurezza, rigenerazione urbana, innovazione, lavoro, crescita economica e contrasto allo spopolamento” da parte del Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016. In questo articolo ci si concentrerà sull’andamento dei lavori nella provincia di Rieti, la più colpita dal terremoto del 24 agosto, mentre successivamente Info Data approfondirà anche la situazione delle altre regioni interessate dallo sciame sismico di dieci anni fa.

Google Earth permette di sfruttare le immagini storiche per confrontare dall’alto una determinata geografica nel corso del tempo, riuscendo a rendere più visibili i cambiamenti accorsi. Attraverso le immagini satellitari è possibile vedere la devastazione che la scossa portò nel piccolo comune di Amatrice: case rase al suolo e campi da calcio convertiti in tendopoli o mense per la popolazione e i soccorritori.

Come procede la ricostruzione? Sempre sfruttando le immagini satellitari di Google Earth è possibile vedere i cambiamenti che sono avvenuti sul suolo di Amatrice, anche se c’è da limitarsi all’anno 2022, in quanto le foto storiche all’interno del motore di Google Earth Pro arrivano fino a quell’anno. Dall’alto si evince come la ricostruzione abbia impattato il comune, ma anche come molti edifici prima presenti siano stati abbattuti e non ricostruiti, lasciando spazio a del verde o, almeno fino al 2022, nulla.

Per comprendere meglio l’andamento della ricostruzione è però necessario andare a vedere i dati forniti dal Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016, relativamente all’ultimo rapporto sulla ricostruzione pubblicato a giugno, con i dati aggiornati a maggio. Un primo possibile approccio è quello di separare la ricostruzione privata da quella pubblica, in modo da distinguere correttamente i soggetti attuatori, le strutture coinvolte, le procedure di approvazione e la gestione dei fondi.

 

Per ricostruzione privata si intendono quelle opere di ricostruzione che hanno alla base un’iniziativa privata, gestita da cittadini o consorzi: i proprietari degli immobili danneggiati scelgono i tecnici e le imprese di ricostruzione, i quali effettuano richieste di contributi pubblici per la riparazione e la ricostruzione. La ricostruzione pubblica è invece quella rivolta a edifici e infrastrutture di interesse collettivo, come scuole, municipi, chiese e strade, quindi i soggetti coinvolti sono gli enti locali, i comuni, le regioni o altre strutture commissariali che lavorano in appalto.

Relativamente alla ricostruzione privata, tra i comuni maggiormente interessati dalla ricostruzione privata figurano Amatrice con 1486 richieste presentate, 820 approvate, oltre 655 milioni di euro concessi e più di 366 milioni liquidati; Accumoli, con 331 richieste presentate, 207 approvate, oltre 172 milioni concessi e più di 74 milioni liquidati; Leonessa, con 530 richieste presentate, 364 approvate, oltre 142 milioni concessi e più di 77 milioni liquidati; e Rieti, con 327 richieste presentate, 209 approvate, oltre 137 milioni concessi e più di 72 milioni liquidati.

Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica nella provincia di Rieti risultano 521 interventi programmati, distribuiti in 37 comuni interessati, per un importo complessivo superiore a 704 milioni di euro. Le risorse maggiori riguardano Amatrice, con 172 interventi e oltre 250 milioni di euro programmati; Rieti, con 33 interventi e oltre 171 milioni; Accumoli, con 86 interventi e oltre 93 milioni; Cittaducale, con oltre 21 milioni; Leonessa, con quasi 20 milioni; e Posta, con oltre 18 milioni.

Nella sua totalità, le risorse concesse o programmate per la ricostruzione nella provincia di RIeti superano i 2 miliardi di euro. Considerando il periodo tra il 31 marzo 2025 e il 31 marzo 2026, il numero di persone in assistenza abitativa è sceso da 977 a 899, ma tale diminuzione è probabilmente dovuta soprattutto alla riduzione delle Soluzioni di Emergenza Abitativa passate da 568 a 516, mentre però il numero di percettori del Contributo per il disagio abitativo è rimasto pressoché invariato nel periodo temporale in esame.

Il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli sostiene che i dati presentati evidenziano come la ricostruzione stia avanzando in uno dei territori più colpiti dallo sciame sismico del 2016, prestando particolare attenzione al fatto che “[…] I 521 interventi programmati nella provincia di Rieti non sono soltanto opere: sono scuole, municipi, infrastrutture, spazi pubblici e presìdi essenziali per consentire alle comunità di restare, tornare e guardare al futuro con maggiore fiducia. [..]”

Un ultimo dato importante è quello forse più generale, ma che può ben mostrare lo stato dei lavori: su circa 4333 edifici censiti e considerati danneggiati, il 72% è inserito in un percorso di ricostruzione, a riconferma di quanto già detto dal Commissario Castelli relativamente a quanto il cambio di passo che il più grande cantiere d’Europa sta facendo sia sempre più evidente.