Sono stati circa 10mila, per un totale di oltre 38mila prestazioni sanitarie erogate, i pazienti seguiti negli ambulatori fissi e mobili gestiti da Emergency sul territorio italiano. Uomini (63%) e donne (37%) che per diverse ragioni non sono state seguite dal Servizio sanitario nazionale. A renderlo noto, attraverso un comunicato stampa, è la stessa organizzazione non governativa fondata da Gino Strada.
Una realtà che, ormai dal 2006, è attiva con ambulatori fissi e mobili in diverse città, periferie e aree critiche italiane come Milano, Brescia, Marghera, Napoli, Castel Volturno, Reggio Calabria, Rosarno, Ragusa e Sassari con un servizio infermieristico, di medicina generale e supporto psicologico. Ad essere seguiti in queste strutture non sono solo persone di origine straniera: come si vede dal grafico che apre questo pezzo, il 15% è rappresentato da cittadini italiani. Si tratta di circa un paziente su sette.
La maggior parte degli italiani che si rivolgono a queste strutture rientra nella fascia di età maggiore di 60 anni e arriva in questi presidi non solo per problemi di accesso al Servizio sanitario, ma anche per sentirsi ascoltata e curata: i maggiori accessi avvengono nelle zone periferiche di Sassari (47%) e a Napoli Ponticelli (22%).
Oltre agli italiani, c’è un 49% di pazienti extracomunitari titolari di permesso di soggiorno, in virtù del quale avrebbero diritto alle cure garantite dal Servizio sanitario nazionale. C’è poi una quota del 29% formata da extracomunitari irregolari sul territorio italiano.
Ma quali sono le prestazioni erogate da Emergency? Più della metà di quelle fornite nel 2025 ha riguardato la mediazione culturale (51%), seguita da visite di medicina generale (46%), prestazioni infermieristiche (18%), supporto psicologico (2%) e prestazioni odontoiatriche (2%). La fascia di età più rappresentata è quella compresa tra i 18 e i 40 anni: il 45% di chi si è rivolto a questi ambulatori rientra in questo range anagrafico.
«In un Paese che riconosce la salute come un diritto fondamentale, non è accettabile che così tante persone restino escluse dalle cure», dichiara Marco Latrecchina, Direttore Area Europa di Emergency, «succede ogni giorno e a farne le spese sono soprattutto le persone più fragili: donne, persone con difficoltà economiche, stranieri, anziani, chi vive in condizioni di precarietà o non riesce a orientarsi in un sistema sanitario sempre più complesso e sempre più privatizzato. Noi lavoriamo proprio in questa zona d’ombra, perché la salute non è un favore personale e non può dipendere dalla capacità di orientarsi tra moduli e procedure. È un diritto, e come tale va difeso, ogni giorno».
Per approfondire
Perché l’allarme di Lancet sui dati sanitari italiani pone un problema serio