Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
cronaca

Ecoansie, quali sono gli effetti del cambiamento climatico sulla salute mentale dei giovani?

Alla domanda “Quali emozioni ti vengono in mente più spesso quando pensi al cambiamento climatico?” il 41% degli italiani intervistati, dai 18 ai 35 anni, ha risposto collegandolo a sentimenti di ansia per il futuro. Questo è quanto rivela lo studio condotto dall’Istituto Europeo di Psicotraumatologia e Stress Management, l’Iep, che ha realizzato per conto di Greenpeace e ReCommon un’indagine su oltre 3.600 persone. L’analisi cerca di dimostrare le conseguenze psicopatologiche del cambiamento climatico attraverso le quasi settemila risposte alle domande presenti nel questionario. Ma cosa ci dicono gli esiti della ricerca? Quali sono gli effetti del cambiamento climatico sulla salute mentale dei più giovani?

 

 

Scopo, metodo e risultati

La ricerca si intitola Understanding the Mental Health Impacts of Climate Change for Italian Young Adults. È stata pubblicata in un articolo scientifico sul Journal of Health and Environmental Research. Inoltre, secondo quanto indicato nel briefing di Greenpeace, è nata con un doppio scopo: gli studiosi intendevano, innanzitutto, verificare l’esistenza di un impatto dei cambiamenti climatici sulla salute mentale dei giovani italiani e, in secondo luogo, comprendere in che modo la crisi climatica incida sulle loro abitudini di vita.

 

Per realizzare lo studio è stato applicato il mixed method, un metodo misto che prevede la raccolta e l’analisi simultanea di dati quantitativi (per valutare le risposte affettive e cognitive alla crisi climatica, con test sul benessere psicologico e l’aggiunta di considerazioni teoriche ed esplorative) e qualitativi (il questionario conteneva domande aperte, formulate per indagare emozioni specifiche). I dati sono stati raccolti tra giugno e novembre 2024, attraverso un questionario rivolto a giovani tra i 18 e i 35 anni, diffuso dalle associazioni studentesche nelle scuole, nelle università italiane, ma anche online, sui loro canali social. Ad ogni modo, nonostante il numero di persone raggiunto sia stato elevato, i risultati dello studio non sono generalizzabili all’intera popolazione italiana.

Tornando ai risultati ottenuti, lo studio offre una fotografia empirica delle conseguenze psicologiche che la crisi climatica sta avendo sui giovani adulti italiani, rivelando come questa emergenza ambientale penetri nel loro benessere mentale. L’analisi quantitativa ha infatti evidenziato forti collegamenti tra l’ecoansia e un maggiore disagio psicologico generale. Questi, poi, si associano a una ridotta soddisfazione di vita, a un profondo pessimismo verso il futuro e, in particolare, a una mancanza di scopo. In particolare, come riportato nello studio, la sensazione di perdita di prospettiva è il meccanismo chiave che trasforma l’esperienza del clima che cambia in vero e proprio disagio mentale. In sintesi, i ricercatori hanno scoperto che l’impatto del cambiamento climatico sul disagio psicologico è prevalentemente indiretto ed è mediato da tre fattori psicologici che agiscono come nodi interni: l’ecoansia, il pessimismo nei confronti del futuro e, soprattutto, la mancanza di scopo nella vita.

 

 

Le differenze geografiche

Una faccenda che spicca nello studio riguarda alcune differenze geografiche: i giovani che vivono nel Sud e nelle Isole sono più preoccupati per gli effetti della crisi climatica. In alcuni casi dimostrano anche sintomi psicologici più intensi, come ad esempio insoddisfazione, ruminazione e ansia. I dati qualitativi hanno ulteriormente rafforzato queste evidenze, portando a un ulteriore rivelazione essenziale: l’ecoansia non è limitata a coloro che sono stati colpiti direttamente da eventi climatici estremi, come alluvioni o ondate di calore. È altrettanto evidente tra i giovani che possiedono semplicemente una consapevolezza della minaccia climatica. Questo risultato sottolinea l’impatto psicologico pervasivo del cambiamento climatico: la semplice percezione della crisi climatica, anche in assenza di un’esposizione fisica, diretta e acuta, è sufficiente a generare un significativo disagio nella popolazione giovanile italiana.

 

Il futuro visto dai giovani

Come dimostrato dai ricercatori, questa indagine mostra come la minaccia climatica si manifesti tra i giovani italiani non solo come un problema ambientale, ma come una profonda crisi della speranza e del senso stesso della vita. Gli autori riconoscono che questi risultati offrono una migliore comprensione delle cause dell’ecoansia, mettendo in relazione due prospettive psicologiche importanti: da un lato, la teoria cognitiva, che spiega come il pessimismo funziona come uno schema mentale che aumenta lo stress; dall’altro la psicologia esistenziale, che interpreta la perdita di senso come una crisi motivazionale, innescata da un futuro che appare incerto e percepito come fuori dal proprio controllo.

 

“La crisi climatica è anche una questione di salute mentale” – come dichiara Simona Abbate di Greenpeace Italia – “Colpisce soprattutto i giovani, alimentando ansia, senso di impotenza e preoccupazione per il futuro. Il nostro governo non può continuare a ignorarla”.

Per approfondire. 

Clima, ecco perchè abbiamo sprecato 19 anni

Cosa accomuna il clima e i conflitti?

Tutti i conflitti del mondo in una infografica

I conflitti nella storia dell’uomo? Più di un millennio di dati può non essere sufficiente

I decessi causati dai conflitti globali hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi venticinque anni