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cronaca

Che fine ha fatto il fiume Po? Le foto satellitari e la soglia psicologica dei 100 metri cubi al secondo

Come ha scritto l’Osservatorio Anbi sulle risorse idriche alla fine di luglio la portata del fiume Po  è vicino alla drammatica soglia psicologica  dei 100 metri cubi al secondo. Il record di portata minima mensile di Luglio (2006), sottolinea Anbi, era stato finora di 237 metri cubi al secondo, mentre quest’anno ci si attesterà presumibilmente al di sotto dei 170. “Nel Nord Italia è una condizione di siccità finora sconosciuta ed è evidente che non basterà qualche temporale a riportare in equilibrio il bilancio idrico – ha detto  il presidente Francesco Vincenzi – In questa prospettiva è ancora più preoccupante che siano proprio Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte, le regioni che, nel 2021, hanno maggiormente consumato e cementificato suolo, sottraendolo all’agricoltura ed alla naturale funzione di ricarica delle falde, accentuando al contempo il rischio idrogeologico”.

I satelliti Sentinel-1 sono dotati di un sensore radar, il SAR – Synthetic Aperture Radar (Radar ad Apertura Sintetica) capace di catturare immagini della superficie terrestre sia di giorno che di notte e praticamente in qualsiasi condizione atmosferica. La missione ha come obiettivo proprio il monitoraggio di fenomeni naturali e non, sia sulla terraferma che in mare e nelle regioni artiche, fornendo supporto alla gestione dei rischi e delle emergenze, all’analisi dell’inquinamento, alla gestione di foreste e zone agricole e a tanto altro. Il Laboratorio GEOSAR dell’INGV, utilizzando i dati SAR di Sentinel-1,  ha sviluppato un’analisi per mettere in evidenza come il Fiume Po abbia cambiato la portata delle sue acque in questi ultimi anni, puntando l’attenzione su quello che è successo quest’anno.

Comparazione tra un’immagine del giugno 2015 ed una di giugno 2022, relativa ad un tratto del fiume in prossimità di Piacenza. Le aree di colore rosso sono quelle prosciugate

La figura sopra mostra il risultato della comparazione tra un’immagine del giugno 2015 ed una di giugno 2022, relativa ad un tratto del fiume in prossimità di Piacenza. La figura, ottenuta con la cosiddetta tecnica di combinazione in falso colore del segnale elettromagnetico SAR retro-diffuso al sensore (il backscattering), presenta delle aree di colore rosso  all’interno dell’alveo del Fiume Po. Queste aree sono relative a superfici non più coperte da acqua, ossia porzioni di fiume ormai prosciugate. La figura è stata ottenuta assegnando al canale Rosso un’immagine SAR acquisita nel giugno 2022, mentre ai canali Blu e Verde, un’immagine SAR acquisita a giugno 2015.

Nell’animazione realizzata da Close-up Engineering con le immagini di Esa si vede dall’alto lo stato del Po  nello stesso periodo, in tre anni consecutivi.  Più nello specifico vengono confrontate le immagini satellitari del Po nei pressi di Piacenza a metà giugno 2020, 2021 e 202. E’ evidente la riduzione di portata grazie alla formazione di vere e proprie spiagge lungo gli argini.

Questa immagine di Copernicus Sentinel-2 mostra la Pianura Padana, l’area più densamente popolata d’Italia, che rappresenta quasi la metà della popolazione nazionale. Questa immagine composita contiene diverse immagini catturate tra giugno 2018 e febbraio 2019, permettendoci di vedere l’area libera da nuvole e smog.

Il fiume Po, il fiume più lungo d’Italia, scorre per oltre 650 km da ovest a est attraverso il paese e termina in un delta che si protende nel mare Adriatico vicino a Venezia. Il fiume scorre attraverso alcune delle città più importanti d’Italia del nord.

Released date: 

Qui sotto invece la mappa della siccità in Europa realizzata con i dati sempre di Copernicus e relativa al 27 luglio di quest’anno.

Per approfondire.