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cronaca

Doomsday clock, cento secondi alle fine del mondo. Ma non è colpa del coronavirus

L’umanità non è mai stata così vicina alla mezzanotte. Un’ora simbolica che ci mette in guardia sui nostri comportamenti. Ricordandoci quanto siamo vicini a distruggere il mondo che conosciamo con tecnologie pericolose di umana produzione o, semplicemente, con i nostri comportamenti.

Mancano solo 100 secondi alla mezzanotte. 

I motivi sono diversi. E no, non è colpa del coronavirus. Bando ai catastrofismi. Prima di raccontare cos’è esattamente il Doomsday clock anticipiamo una fondamentale informazione. Non è scienza esatta. È una metafora, un promemoria dei pericoli che dobbiamo affrontare e prendere sul serio se vogliamo sopravvivere ancora molte ere sull’amato pianeta Terra. Innanzitutto, perché ognuno di noi si informi e prenda coscienza di problematiche che sembrano così lontane dalla nostra esperienza quotidiana o al di fuori dal nostro controllo. Conoscere ma anche condividere discussioni su temi importanti. In terzo luogo, essere tutti partecipi della vita del nostro paese e delle tematiche che i rappresentanti dei governi dovrebbero affrontare.

Il Doomsday Clock è tornato a muoversi a inizio 2020. Ancora il mondo era all’oscuro di quello che sarebbe arrivato. O forse chiudeva gli occhi illudendosi che tutto sarebbe stato contenuto in Cina. A oltre settant’anni dalla sua creazione, da parte degli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists dell’Università di Chicago, le lancette si sono portate altri 20 secondi più vicine alla mezzanotte. Un orario che nelle intenzioni della sua creatrice, l’artista americana Martyl Langsdorf, simboleggiava la fine del mondo. Motivi principali dell’ulteriore spostamento il continuo riarmo nucleare e la mancanza di azione da parte delle grandi potenze nel contrastare i cambiamenti climatici. Un tema che, prima del covid-19, era tornato prepotentemente alla ribalta riassunto nella figura della giovane Greta Thunberg. Quanto quello che sta avvenendo sia legato anche ai nostri comportamenti sarà tutto da dimostrare nei prossimi studi scientifici sulle cause e le origini del virus. Quello che molti studi riportano è che due terzi dei virus umani sono di origine zoonotica. Ecco perché molti ritengono che esista un legame tra la devastazione ambientale e l’emergere di nuove malattie infettive.

Dal 2021, dopo l’evento tragico ed epocale che sta colpendo il mondo nella sua interezza, ci si aspetta un ulteriore spostamento delle lancette verso il Doomsday.

Oggi l’orologio segna le 23, 58 minuti e 40 secondi. Si tratta dell’orario più vicino all’Apocalisse dal 1953, quando lo sviluppo della bomba a idrogeno da parte di Stati Uniti e Russia aveva convinto gli scienziati che il mondo stesse avvicinandosi alla sua fine. Il risultato rappresenta ancora oggi un record. Mai le lancette saranno in seguito così vicine alla mezzanotte.

Le Motivazioni

Tra le principali motivazioni espresse nello Science and Security Board Bulletin of the Atomic Scientists del 2020, compaiono, come anticipato, la questione del riarmo nucleare e i cambiamenti climatici. Aggravati da molteplici altre minacce, tra cui la guerra informatica e la questione della cyber-security che deve tornare al centro del dibattito.

Poi il nucleare. I leader nazionali hanno posto fine o minato diversi importanti trattati e negoziati sul controllo degli armamenti nel corso dell’ultimo anno, creando un ambiente favorevole a una rinnovata corsa agli armamenti nucleari, alla proliferazione delle armi nucleari e alla riduzione degli ostacoli alla guerra nucleare. I conflitti politici inerenti i programmi nucleari in Iran e in Corea del Nord rimangono irrisolti e, semmai, stanno peggiorando. La cooperazione USA-Russia sul controllo degli armamenti e sul disarmo è ormai quasi inesistente.

Il pericolo di un olocausto nucleare è da sempre il motivo principale su cui si basano gli spostamenti delle lancette del Doomsday Clock. Nel 2007, per la prima volta, sono state citate tra le motivazioni non solo i pericoli derivanti dal nucleare, ma anche dai mutamenti climatici in atto nel nostro pianeta.

La consapevolezza dell’opinione pubblica sulla crisi climatica è certamente cresciuta nel corso del 2019. In gran parte grazie alle proteste di massa da parte dei giovani di tutto il mondo. Allo stesso tempo va però registrata un’azione governativa sui cambiamenti climatici non ancora all’altezza della grande sfida da affrontare. Alle riunioni del clima delle Nazioni Unite dello scorso anno, i delegati nazionali hanno tenuto discorsi eccellenti, senza presentare piani concreti per limitare ulteriormente le emissioni di biossido di carbonio che stanno sconvolgendo il clima. Una limitata risposta politica arrivata nell’anno in cui gli effetti dei cambiamenti climatici causati dall’uomo si sono manifestati nella forma di uno degli anni più caldi della storia, con estesi incendi e lo scioglimento più rapido del previsto dei ghiacci.

I dati e la grafica

La grafica riassume schematicamente i cambiamenti registrati dal 1947 ad oggi sul Doomsday Clock. Il quadro generale è fornito dalla radar chart, che mostra i singoli spostamenti, anno per anno. Gli anni in cui è stato più vicino alla mezzanotte, prima del 2020, sono quelli compresi tra il 1953 e il 1960. L’orologio segnava le 23 e 58 minuti, a soli 2 minuti dalla fine del mondo. Sono 17 gli spostamenti negativi, per un totale di 35 minuti e 20 secondi. Solo 8 quelli positivi, per un totale di 30 minuti. Il cambiamento più significativo è quello datato 1991. Un +7 che rappresenta anche il momento in cui le lancette hanno raggiunto la massima distanza dalla mezzanotte. Dopo la firma del trattato per la riduzione delle armi strategiche e la caduta dell’URSS, il Doomsday Clock si è infatti fermato alle 23 e 43 minuti.

L’ultimo spostamento tocca le 23, 58 minuti e 20 secondi per la prima volta dalla nascita dell’orologio. Il 2017 aveva segnato una grossa novità introdotta dagli scienziati del Bullettin. Mai le lancette si erano spostate prima di soli 30 secondi , ma sempre di interi minuti. Oggi altri 20 secondi ci avvicinano alla mezzanotte.

Cosa aspettarsi dal 2021? Certamente ulteriori secondi verso la mezzanotte, che tengano conto della grave pandemia che sta colpendo il mondo intero. Le speranze? Doverne aggiungere solo una manciata. Poter leggere nella relazione 2021 degli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists non solo un aggiornamento che racconti il dramma del coronavirus. Anche la sua soluzione. Una cura, un vaccino.