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cronaca

Sparisce un pezzo di Amazzonia ogni anno. Gli incendi, la deforestazione e l’impatto sull’economia globale

Perdiamo un pezzo di Amazzonia ogni anno. Il dato consolidato dal Satellite Legal Amazon Deforestation Monitoring Project (PRODES) del National Institute for Space Research (INPE), mostra numeri inquietanti. Le registrazioni indicano un tasso annuale pari a 7.536 km² di taglio superficiale da agosto 2017 a luglio 2018.

Un valore che significa, a voler vedere il bicchiere mezzo pieno, una riduzione del 73% rispetto al 2004, quando il governo federale ha lanciato il piano di prevenzione e controllo della deforestazione. Quell’anno la deforestazione fece segnare 27.423 km². Tanto per capirci una dimensione superiore alla superficie della regione Lombardia. Eppure i pessimisti non sbagliano.

Restringendo l’analisi a un periodo temporale più recente l’inversione di tendenza è netta. In primis il dato del 2018 significa un incremento dell’8,5% rispetto al 2017 (6.947 km²). Più in generale le pressioni delle compagnie agricole e l’amministrazione permissiva del presidente Jair Bolsonaro stanno rapidamente minando gli equilibri dell’area e rendendo vani i progressi compiuti dopo il 2004.

Dal 1988, il progetto PRODES in Brasile utilizza le immagini satellitari per tracciare la deforestazione nel bacino amazzonico del Paese. PRODES è gestito dal National Institute of Space Research (INPE) in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente (MMA) e l’Istituto brasiliano per l’ambiente e le risorse naturali rinnovabili (IBAMA). Dal 2002, tutti i dati di PRODES sono disponibili liberamente online. Grazie a questi dati abbiamo ricostruito la mappa della deforestazione, dal 2009 al 2018. Una rappresentazione che racconta visivamente i pericoli che la foresta sta correndo.

PRODES considera come deforestazione la completa rimozione della copertura forestale primaria, indipendentemente dal futuro utilizzo di queste aree. Il tasso di deforestazione sta evidentemente attraversando una nuova fase di crescita già da diversi anni, considerando che 2016, 2017 e 2018 registrano ampie aree deforestate, superiori per superficie al triennio precedente.

Le foreste continuano ad essere cancellate a un ritmo allarmante, trainate principalmente dall’espansione agricola e dalla domanda di carne bovina, olio di palma e soia. Nel corso del 2019 sono stati gli incendi ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e della comunità internazionale, mossa parallelamente dalla crescente preoccupazione riguardo il riscaldamento globale.

Dal 2003, i sensori MODIS sui satelliti Aqua e Terra della NASA hanno effettuato osservazioni quotidiane di anomalie termiche (di solito incendi) in tutto il mondo. Anche lo strumento VIIRS e raccoglie dati da osservazioni satellitari. VIIRS è uno dei cinque strumenti a bordo della piattaforma satellitare Suomi National Polar-orbiting Partnership (NPP) che è stata lanciata il 28 ottobre 2011. Il sensore VIIRS è stato progettato per estendere e migliorare la serie di misurazioni avviate dai suoi predecessori, tra cui lo spettroradiometro MODIS.

La mappa degli incendi nel 2019 si basa sui dati del sistema di informazioni antincendio per gestione delle risorse (FIRMS). Mostra i rilevamenti di incendi attivi in Brasile osservati da Terra e Aqua MODIS, insieme alle immagini notturne acquisite da VIIRS.

Gli scienziati che utilizzano i satelliti della NASA per tracciare l’attività degli incendi hanno confermato un aumento del numero e dell’intensità degli incendi nell’Amazzonia brasiliana nell’anno 2019. Secondo l’INPE al 20 agosto 2019 si erano già susseguiti 74 155 incendi nell’area della foresta amazzonica.  Il peggiore da questo punto di vista dal 2010. L’agosto 2019 si distingue perché ha portato un notevole aumento dei grandi incendi, intensi e persistenti che bruciano lungo le strade principali dell’Amazzonia centrale brasiliana.

I dati provenienti dallo spettroradiometro a risoluzione moderata (MODIS) sui satelliti Terra e Aqua confermano l’eccezionalità del 2019.

Come evidenziato dal grafico, i rilevamenti di incendi attivi effettuati da MODIS nel 2019 sono più alti in tutta l’Amazzonia brasiliana rispetto a qualsiasi altro anno dal 2010. Un dato che viene confermato dalle informazione raccolte dallo strumento VIIRS.

Nei prossimi mesi, il programma di monitoraggio PRODES dovrebbe fornire i dati definitivi sulla deforestazione in Brasile per il 2019. PRODES rimane la fonte più affidabile sull’argomento e benchmark ufficiale per misurare quanta Amazzonia stiamo perdendo.

Ultimi commenti
  • lin matt |

    L’Amazzonia è troppo importante per gli equilibri del clima sia per la quantità di ossigeno che produce la foresta e sia per il CO2 che assorbe. Ma il nuovo presidente del Brasile privilegia le lobby terriere, ignorando gli effetti negativi sulla Terra e sull’uomo. Pertanto è arrivato il tempo che l’ONU affronti questo problema, con soluzioni drastiche. Cioè se Bolsonaro non cambia atteggiamento, si decida che l’Amazzonia è una risorsa strategica dell’umanità che va salvaguardata e quindi diventa patrimonio dell’umanità e non del Brasile, penalizzando il Brasile con politiche commerciali particolari che lo inducano a usare il cervello per perseguire gli interessi generali e non gli interessi dei suoi amici.

  • habsb |

    Buongiorno

    trovo incredibile l’accanimento mediatico e politico contro la politica interna del Brasile.

    1° Chissà perchè molti (tra cui il presidente francese Macron) si sono svegliati solo ora, mentre per decenni l’Amazzonia è stata deforestata, sotto il famigerato “Lula”.

    2° Chissà perché molti si interessano unicamente all’Amazzonia. Eppure le foreste bruciano molto di più in Russia e repubblica popolare cinese.

    3° Chissà perché molti si occupano della gestione dei beni del popolo brasiliano. Forse che i media brasiliani parlano del massacro delle api in Europa a causa dei pesticidi ? O dell’accumulo di scorie nucleari, radioattive per millenni, prodotte dalle centrali europee ?

    4° Chissà perché molti dimenticano continuamente che il Brasile resta, fra i grandi paesi, quello con la maggiore percentuale di territorio adibito a foresta, con il 56% contro il 49% di Russia e Canada, il 34% degli USA, e un patetico 22% della repubblica popolare cinese.
    Francia e Italia sono rispettivamente al 37% e 35%.

  • Flavio Jose Rodrigues |

    Il vostro problema quando era il governo di sinistra che comandava in brasile nessuno si preoccupava perché i governi di sinistra li lasciava tutte voi francese canadese svedese norvegese rubare tutte le ricchezza le vostre ong sono in amazzonia non per proteggere i indios ma ai per prelevare le ricchezze che esiste nella foresta adesso che il governo e di destra e sta tagliando tutte i soldi voi parlate che bisogna proteggere amazzonia prima nessuno parlava niente perché era comodo a voi un altra cosa la amazzonia non e il polmoni del mondo come voi parlate . Perché non vi preoccupate con il petrolio provenienti della Venezuela e sta invadendo le spiaggia del nord-est perché nessuno se preoccupa con questo?

  • Flavio Jose Rodrigues |

    Perché preoccupati tanto con amazzonia invece di preoccuparvi del nord-est del brasile dove c’è tanta povertà? Sicuramente vuoi siete preoccupato con amazzonia non per causa del fuoco ma perché siete interessati nelle ricchezze della amazzonia per favore pensate alle vostre di foresta che a amazzonia ti pensiamo noi brasiliani in proteggerla grazie

  • Eloise |

    Sai perché.. Allora si togliamo tutti ong Chi è lì presente.. Si togliamo tutti quelli chi sono la per distruggere la vegetazione per andare a cascia di minerali preziosi inquinando e buttando fuoco dove non devi.. La Amazônia era ancora intatta …SE lasciamo solo il nostro indio a vivere tranquilli… La Amazônia rinascera con molta tranquillità… La colpa del questo disastro ambientale è solamente delle persone con molto interesse…

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