Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
economia

Laureati e occupati sovra-istruiti: gli italiani accelerano la fuga

 

 

Contributo a cura della società di consulenza Prometeia

https://www.prometeia.it/prometeiamio

Per quanto ancora lontana dalla media europea, l’Italia ha visto aumentare in maniera significativa la quota di laureati, parallelamente è cresciuta anche la sovra-istruzione degli occupati laureati, dando adito a possibili deflussi di capitale umano qualificato.

Tra il 2012 e il 2017 la quota dei giovani laureati aumenta ovunque, ma la mobilità dei laureati mostra come alcuni territori perdano attrattività: se nel 2012 erano 12 le regioni con tassi negativi, il loro numero sale a 16 nel 2017.

Si nota, inoltre, una certa polarizzazione tra aree più attrattive, caratterizzate da saldi positivi e, in genere, anche da una più elevata incidenza dei laureati (Emilia Romagna, Lombardia) e aree che rischiano di restare intrappolate nel binomio pochi laureati/ampi deflussi (Calabria, Sicilia).

In conclusione i progressi che l’Italia sta compiendo per accrescere il livello di istruzione della popolazione sono un passo fondamentale per favorire la competitività del sistema, ma è necessario anche le imprese impostino una strategia improntata all’innovazione, offrendo posizioni lavorative qualificate, in grado di valorizzare il potenziale di competenze e creatività dei giovani laureati. In caso contrario questi ultimi lasceranno il loro territorio per spostarsi altrove in Italia o all’estero alla ricerca di un’occupazione più adeguata alla loro formazione e in linea con le loro aspettative.

Ultimi commenti
  • Enrico Saccheggiani |

    E poi gli imprenditori dicono che non si trova personale qualificato.

    Sono i lavori qualificati a mancare , non i lavoratori, infatti molti vanno all’estero

  • Rinaldo |

    L’istruzione è fondamentale poi è fondamentale crearsi una professione o, meglio ancora, un mestiere. Troppi avvocati. La nostra economia si basa essenzialmente sull’artigianato. Imparare un mestiere si ma occorre creare un serbatoio di professioni nazionale nel quale i vari operatori economici possano attingere nelle professioni invertendo l’onere della prova, cioè non il disoccupato che cerca lavoro ma il datore di lavoro, secondo necessità, l’opportunità lavorativa con il vantaggio che la figura professionale verrà individuata nel “serbatoio” nazionale secondo aree di interesse. Altra cosa, allettare il datore di lavoro con incentivi fiscali e formazione, nel posto di lavoro a livello di “uomo di bottega” con affiancamento del “maestro di bottega” ovviamente retribuito per la mansione. Sono classe 1940, ai miei tempi per imparare il mestiere andavano bene anche i calci nel culo, scusate l’espressione, e non si andava dai genitori a lamentarsi. A fin settimana, la mancia fuori dai diritti sindacali. Ciao

  • Rod |

    stiamo perdendo qulli per cui il sistema italia ha piu’ speso per l’istruzione .
    La colpa di fondo è la complessità del sistema italia …burocrazia …leggi in eccesso e pessime … istituzioni problematiche e corrotte .
    Ma agli italiani va bene così …finche non li tocca .

Suggeriti