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politica

L’Italia e i referendum dal 1974 a oggi. Tutti i numeri

Il quesito referendario che verrà sottoposto agli italiani il prossimo 4 dicembre sarà il 72/mo della storia, compreso quello che il 2 giugno del 1946 sancì il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica. Si trattò della prima e unica consultazione di carattere istituzionale, alla quale ne seguirono 67 abrogative, a partire da quella sul divorzio, che data 12 maggio 1974, visto che solo nel 1970 intervenne la legge che ne disciplina le procedure.

Momenti che hanno segnato la storia politica italiana ma anche il costume del nostro Paese, anche se è la prima volta che un referendum costituzionale viene caricato di attese e significati così rilevanti, come non accadde nei precedenti del 2001 e del 2006, nè tantomeno per il quesito di indirizzo del 1989.
Come detto tutto ha inizio all’indomani della fine della seconda Guerra mondiale e del regime fascista, quando gli italiani e per la prima volta anche le italiane vengono chiamati a scegliere tra Monarchia e Repubblica: l’affluenza è dell’89,1%, e la scelta repubblicana prevale su quella monarchica con il 54,3 contro il 45,7.

Poi, dopo che la legge nel 1970 disciplina le modalità del referendum abrogativo previsto dalla Costituzione, il 12 maggio del 1974 la Dc, allora guidata da Amintore Fanfani, conosce una cocente sconfitta nella consultazione per cancellare la legge sul divorzio: l’affluenza è dell’87,7 per cento, i no all’abrogazione prevalgono con il 59,3 sul 40,7 dei sì.

Autore:  Filippo Mastroianni. Laureando in Scienze della Comunicazione, scrive online da anni di politica e cinema. Appassionato di data journalism e data visualization, realizza grafiche interattive per dar voce ai numeri e alle storie che hanno da raccontare. @FilMastroianni