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economia

Mappa regionale del risparmio. Conti corrente sotto la media in Umbria (85,5) e Marche (84,6)

58%, è la percentuale di intervistati nel 2015 che ritiene le norme e i controlli italiani non efficaci in campo finanziario

85,6%, è la media in Italia di possessori di conto corrente

77,2%, è la media dei possessori di conto corrente in Calabria nel 2015, la regione più sotto media

Nell’ultimo periodo il risk-off (prospettive future non rosee con conseguente attesa di un momento più favorevole per investire) è diventato sempre più pressante a causa delle nuove regole europee sui salvataggi bancari (es. bail-in) e l’aggravamento di vecchie e nuove crisi bancarie.

Secondo i dati dell’ultima edizione della ricerca Acri-Ipsos sulle scelte di investimento degli italiani, il 58% degli intervistati ha parlato di norme e controlli non efficaci, elementi che destabilizzano ancora di più il sottile equilibrio tra istituti e investitori. La stima media nel 2015 dei possessori di un conto corrente in Italia è dell’85,6%. Al di sotto di questa media troviamo soprattutto il sud (Calabira in primis con il 77,2%) ma anche regioni come il Trentino Alto Adige che vede una media dell’84,8% (con il primato degli azionisti che arrivano però al 12,9%) e, non a caso, l’Umbria (85,5%) e le Marche (84,6%), regioni sotto i riflettori a causa degli scandali bancari come quello di Banca Etruria.

Tratto da Il Sole 24 ORE del 08/02/2016, pagina 3