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M&A, lo shopping francese in Italia vale 52 miliardi in 10 anni

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C’è un asse sempre più forte nelle fusioni e acquisizioni. È la direttrice tra Roma e Parigi, tra la finanza transalpina, che ha il suo simbolo nel raider Vincent Bollorè, e quella tricolore, che Oltralpe sta provando negli ultimi anni ad avventurarsi sempre più spesso come dimostra la mega-operazione nell’occhialeria tra Luxottica e Essilor, un affare da 50 miliardi di euro che porterà la holding della famiglia Del Vecchio a controllare tra il 31 e il 38% del nuovo soggetto.
Il 2016 , segnala Kpmg, è stato un anno record per il mercato dell’m&a tra i due Paesi con 34 acquisizioni di aziende italiane da parte di investitori francesi per un controvalore complessivo di 3,1 miliardi di euro: un conto a cui bisogna sommare l’importante cessione di Pioneer ad Amundi da parte di Unicredit, affare da 3,5 miliardi di euro che dovrebbe chiudersi definitivamente nella prima metà di quest’anno. Il bilancio resta comunque a favore della Francia. Le acquisizioni Oltralpe da parte di aziende italiane, pur raggiungendo un valore record, hanno toccato quota 21 transazioni per un controvalore di 2,5 miliardi di euro.
Se si analizza il trend dal punto di vista qualitativo, si può notare che i raid transalpini riguardano sempre più settori strategici come finanza, Tmt (cioè telecom, media e tecnologia) e lusso. Basti pensare che sempre nell’occhialeria il colosso francese del lusso Lvmh, che in Italia ha già comprato tanto negli anni passati, sarebbe interessato ad entrare nel capitale dell’italiana Marcolin con una quota del 10 per cento. Sempre a fine 2016 si registra poi l’attivismo di Vivendi in Mediaset e Telecom. Il gruppo, controllato dal finanziere bretone Vincent Bolloré, ha in mano rispetticamente il 28,8% e il 23,9% delle due aziende. Un portafoglio che, agli attuali prezzi di mercato vale 4,49 miliardi di euro. Stando a un’elaborazione che Il Sole 24 Ore ha fatto su dati S&P Global Market Intelligence, questa cifra ne fa il terzo investore francese a Piazza Affari dietro Bpce (5,23) e Lactalis (4,94). Sul fronte finanziario c’è poi la citata operazione Amundi-Pioneer. Il risparmio degli italiani rappresenta una delle attività che fanno più gola a Parigi. Prova ne sia che, malgrado le smentite di rito di ieri, anche Axa è data in lizza per le Assicurazioni Generali.

Articolo sul Sole 24 Ore del 26 gennaio 2017