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economia

Dazi per l’export verso gli Stati Uniti? Lo scenario italiano settore per settore

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Nonostante la presenza di già forti dazi, oggi gli Usa sono una delle maggiori aree di export per il made in Italy. L’elezione di Trump e il rischio di una chiusura dei mercati lascia gli imprenditori in uno stato di attesa.

Già nel 2015 il tessile e abbigliamento, terzo settore chiave per livello di interscambio con gli Usa, ha esportato per 4 miliardi di euro. Ma vendere lì abiti da uomo in lana pregiata costa già oggi alle aziende italiane il 18% del dazio. Fanno ancora meglio i mezzi di trasporto e i macchinari, il cui volume di export è rispettivamente pari a 7.673 e 6.953 milioni di euro.

Dati questi risultati brillanti non è un caso che dal 2014, il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, abbia avviato un “Piano Usa” per incentivare l’acquisto, da parte delle Gdo americana, di beni di consumo prodotti da marchi italiani e per contrastare l’Italian sounding. Ora il destino del made in Italy dipende in larga parte dalle decisioni del neo-presidente degli Stati Uniti. Le implicazioni della vittoria di Trump potranno pero essere valutate solo nel medio periodo.

Articolo sul Sole 24 Ore dell’11 novembre a pagina 7