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economia

Il commercio mondiale accentua la frenata. Gli scambi crescono meno dell'economia


Quest’anno (2016) gli scambi cresceranno addirittura meno dell’economia (+2,2%): è la prima volta che succede dal 2001 e la seconda dal 1982. Una situazione davvero difficile quella del commercio mondiale, a tal punto da indurre la Wto (Organizzazione mondiale per il commercio) a correggere le proprie stime per il 2016, abbassando l’incremento atteso dal 2,8% (previsto ad aprile) all’1,7%.
A segnare il passo sono soprattutto i Paesi emergenti: nel 2016 le esportazioni dei Paesi avanzati (+2,1%) supereranno per crescita in volume quelle dei mercati in via di sviluppo (+1,2%). Particolarmente grave la situazione del Sud America, le cui importazioni sono previste in calo dell’8,3%, a causa dell’aggravarsi della recessione in Brasile. Si prevede invece solo per l’Europa un’accelerazione degli acquisti dall’estero con un +3,7%.
Pessimi segnali per il commercio mondiale. E le cose non andranno molto meglio nel 2017, anno per il quale la Wto prevede una crescita degli scambi tra l’1,8% e il 3,1%, contro il 3,6% stimato ad aprile.
La frenata arriva nel bel mezzo del gelo calato sull’accordo di libero scambio tra Unione europea e Stati Uniti con il protezionismo al centro della campagna elettorale Usa. I sintomi di una progressiva chiusura protezionistica ci sono tutti: Trump si è addirittura spinto a minacciare l’uscita dalla Wto. E occorre anche sottolineare come entrambi i canditati alla Casa Bianca siano concordi nel no alla Trans pacific partnership – un accordo di libero scambio tra 12 Paesi del Pacifico.
Importante l’intervento di Roberto Azevedo, direttore generale della Wto, che definisce il «marcato e grave» rallentamento in atto una «sveglia» contro il diffondersi di «posizioni di anti-globalizzazione». A sostegno degli appelli del brasiliano arrivano le osservazioni dell’Fmi, secondo il quale alla base della frenata del commercio c’è anche il revival protezionistico – che avrebbe sottratto alla crescita reale degli scambi mondiali 1,75 punti percentuali all’anno a partire dal 2012.

Articolo a pagina 8 del Sole 24 Ore del 28 settembre 2016