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cronaca

Brexit, ecco cosa succederà in cinque grafici

La Gran Bretagna uscirà dall’Unione europea. Secondo i risultati ufficiali, citati da Sky News e Bbc, a favore dell’uscita del Regno Unito dalla Ue ha votato il 52% degli elettori britannici, contro il 48% a favore del `Remain´. Il distacco tra i due schieramenti è di un milione di voti.
Ecco cinque grafici che delineano l’impatto e le conseguenze.


Cosa succederà in caso di Brexit?
Il divorzio dall’Ue non sarà immediato: il premier David Cameron dovrà notificare la scelta al Consiglio europeo, composto da Capi di Stato e di governi dell’Ue e, solo da questo momento, inizierà l’iter di recesso, che potrebbe durare dai due ai cinque anni.
Scegliendo di abbandonare l’Ue, la Gran Bretagna diventerà un «Paese terzo» che dovrà ridefinire i suoi rapporti con la stessa. La trattativa si svolgerà secondo le regole previste dall’articolo 218 del Trattato e, al tavolo, siederanno la Commissione Ue e la Gran Bretagna; sarà il Consiglio Ue a decidere chi altro parteciperà.
Le conseguenze per studenti, lavoratori e turisti. 
Cambieranno molte cose soprattutto per studenti, turisti e imprese. Prima di tutto, gli studenti universitari europei verranno equiparati a quelli extra europei: di conseguenza la retta potrebbe passare da 9mila a 36mila sterline e, inoltre, perderebbero il diritto all’assistenza sanitaria gratuita. Chi lavora nel Regno Unito conserverà i diritti finora acquisiti perché ha dalla sua la Convenzione di Vienna del 1969, ma i problemi arrivano per chi ancora non si è trasferito. Per i turisti, le vacanze 2016-2017 non sono assolutamente a rischio, ma dal 2018 qualcosa cambierà: code più lunghe per i controlli di frontiera, visto turistico e così via…
Lo scenario per le aziende italiane 
Per le imprese potrebbero arrivare nuovi dazi e certificazioni obbligatorie, potrebbe inoltre cadere la tutela del brevetto europeo: servirebbero nuovi accordi bilaterali per le imposte indirette come Iva e dazi, sul modello della Svizzera. I big dell’auto (come Honda o Toyota), con circa 1,6 milioni di veicoli prodotti, potrebbero decidere di lasciare il Regno Unito in quanto lo sbarco nel continente potrebbe essere penalizzato da ingenti dazi. Anche i mercati potrebbero subire la decisione del referendum: in caso di Brexit si prevede una perdita del 20%, mentre in caso di Bremain un +15%. In ultimo, oltre 1.120 funzionari britannici dell’Ue potrebbero dover abbandonare le istituzioni per cui lavorano.
 
 

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