Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
cronaca

Obesità: la mappa regionale del rischio. Campania in cima alla classifica

Che l’Italia fosse considerata per antonomasia “il” paese della buona cucina è un dato di fatto, con buona pace dei nostri cugini d’oltralpe.

Specialmente con l’avvento dei vari show/talent a tema culinario, l’attenzione generale per il cibo è cresciuta in maniera esponenziale come dimostrano le bacheche dei tanti social network inondati di esperimenti ai fornelli più o meno riusciti, abbinati ad altrettanti foto reportage dettagliatissimi che vanno in scena quando ci si trova nei ristoranti di turno.

Ma la grande passione per il cibo degli italiani viene poi coniugata da un’altrettanta attenzione per l’alimentazione intesa come aspetto fondamentale della salute?

Considerando che le abitudini alimentari hanno un enorme impatto sulla salute della popolazione, Il Centro Nazionale di Epidemiologia, tramite il portale Epicentro, ha condotto diversi studi rendendo disponibili numerosi dati per tenere monitorato il panorama italiano sul fronte dell’eccesso ponderale che riguarda appunto persone in stato di sovrappeso o di obesità.

Alla base dell’analisi risiede il concetto di Indice di Massa Corporeo da calcolare come rapporto tra il peso espresso in Kg e il quadrato dell’altezza espressa in metri.

La condizione di sovrappeso è identificabile con un indice compreso tra 25 e 29,9 Kg/m2, mentre si parla di casi di obesità quando il valore è maggiore uguale ai 30 Kg/m2.

Nell’infografica che segue sono rappresentate le percentuali dei casi di sovrappeso ed obesità per ogni regione italiana.
Nelle due mappe sono rappresentate le singole regioni con un gradiente semaforico prendendo come valori di riferimento le medie nazionali per le due casistiche in modo che il giallo risulti il colore “medio”, mentre rosso e verde rappresentino rispettivamente valori sopra e sotto tale soglia.
Nell’istogramma invece la suddivisione regionale è basata sulla somma dei due valori percentuali che rappresentano dunque l’eccesso ponderale nella sua totalità, utilizzando la stessa logica di colore applicata alle mappe.

Secondo i dati relativi al periodo 2014-2017 pubblicati da Epientro, si stima che a livello nazionale circa quattro adulti su dieci rappresentino casi di eccesso ponderale suddivisi in tre fenomeni di sovrappeso e uno di obesità.

Osservando le due condizioni di eccesso di peso da un punto di vista geografico sembra che le due distribuzioni su base regionale presentino alcune differenze per determinate aree.

Per quanto riguarda il sovrappeso, il nord Italia con l’aggiunta della Sardegna presenta complessivamente una colorazione tendente al verde, sintomo di una percentuale di persone coinvolte inferiore alla media nazionale.

Tra le regioni col valore percentuale minore spiccano Liguria (26%), Trentino Alto Adige (26,4%) e Valle d’Aosta (26,7%), mentre all’estremo opposto figura il terzetto composto da Campania (37,4%), Basilicata (36,6%) e Molise (36,8%).

Decisamente più eterogenea invece la distribuzione percentuale relativa all’obesità che, pur presentando sempre la Campania come regione più in difficoltà (14,1%), rispetto al caso del sovrappeso, vede sia un’inversione di tendenza cromatica fra Emilia Romagna (11,8%) e Basilicata (9,2%), sia uno scenario migliore della media nazionale per gli abitanti di Marche e Lazio che fanno registrare rispettivamente valori più bassi di 2 e 1,3 punti percentuali paragonati al 10,7% italiano.

 

Rischio peso concentrato nel Sud

Considerando il problema del peso nella sua interezza, senza quindi differenziarne la gravità, è piuttosto interessante notare come il valore medio italiano, pari al 42,4% di persone a rischio, divida il nostro stivale in maniera decisamente netta relegando tutte le regioni del sud nella lista delle zone più esposte al pericolo di eccesso ponderale.

Colpisce in particolar modo il caso della Campania in cui, con un valore pari al 51,5%, stando alle stime, per ogni 100 adulti ci sarebbero ben dieci persone in più a rischio rispetto alla media italiana e addirittura quasi venti rispetto alla più rosea situazione del Trentino Alto Adige (33,9%).

Tenendo presente che le cause di questo fenomeno possono avere una natura tanto genetica quanto individuale, molti studi condotti a livello di sanità pubblica indicano comunque tra i fattori più determinanti molti aspetti legati all’ambito sociale ed economico.

Fermo restando che un’alimentazione bilanciata (possibilmente povera di alimenti ipercalorici e privi di nutrienti) abbinata ad una regolare attività fisica dovrebbero essere una specie di mantra nazional-popolare, i dati che segnano questo ulteriore divario tra nord e sud sembrerebbero avvalorare la tesi di incidenza socio-economica, delineando quindi uno scenario in cui le regioni tipicamente associate ad un minore tasso di occupazione siano curiosamente le stesse in cui si presenta il rischio legato al peso in maniera più concreta.