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economia

Quanto siamo veramente preoccupati? E cosa stiamo facendo, nel concreto? Il sondaggio

Anche se il prezzo del gas sui mercati internazionali sembra avere recentemente ridotto la sua volatilità, l’inflazione nell’eurozona e in Italia rimane alta e le banche centrali, tra cui la Bce, stanno cercando di tenerla sotto controllo con politiche restrittive. A questo si aggiungono le preoccupazioni sui mercati finanziari e sui timori di recessione globali, spinti dal conflitto in Ucraina e dagli straschichi delle scelte per combattere il Covid-19, sopratutto in Asia.

Non c’è da stare allegri: ma quanto in Italia siamo veramente preoccupati? E cosa stiamo facendo, nel concreto?

Info Data, con la collaborazione di Toluna, principale piattaforma di consumer insights sul mercato, ha chiesto a un campione di italiani cosa pensa del carovita e quali iniziative ha intrapreso per combattere l’inflazione, soprattutto quella derivante dall’aumento delle bollette energetiche.

Innanzitutto, secondo gli intervistati, il fenomeno è destinato ad avere lunga durata: con aumenti consistenti oppure più moderati, quasi nessuno crede che si tornerà alla situazione che si ha accompagnato per quasi tutto il decennio scorso. Quasi la stessa percentuale, nove italiani su dieci, non nascondo la propria forte preoccupazione per le conseguenze dell’erosione del proprio potere d’acquisto. E’ dunque naturale che conseguentemente, la situazione sia destinata ad incidere pesantemente nelle scelte di consumo e sulle possibilità di risparmio da parte dei nostri concittadini.

Fin qui forse le risposte sono tutte abbastanza attese, forse anche guidate dall’emotività, ma quando si entra nel dettaglio quali e quanto tagliare delle spese “importanti” (cioé quelle che non si fanno a cuor leggero perché incidono pesamentemente sul proprio budget personale e familiare) arrivano anche le sorprese.

Forse non per le automobili, dove solo il 20% degli italiani che aveva pensato di cambiarla arriverà davvero a farlo entro la fine dell’anno, mentre i rimanenti si terranno quella attuale. Ma è molto più significativo come i risparmi vi siano anche per la salute: ben 4 su 10 rimanderanno le spese per il dentista, per visite private ed esami.

Per quanto riguarda invece le spese ricorrenti, i piccoli vizi quotidiani, la tendenza generale è di sacrificare i momenti “out of home”: bar, ristoranti, concerti, cinema. Ma anche i regali, che saranno minori e di minor valore. Le spese invece personali saranno invece quelle destinate a tenere meglio i consumi.

Passando invece al carrello della spesa, la tendenza è verso una significativa riduzione dei valori. Almeno a parole, gli italiani sono disposti a cambiare abitudini (marche, prodotti e punti vendita) pur di cercare offerte migliori o risparmi. Le promozioni fanno più gola che in passato e vi è una attenzione rinnovata al costo dei prodotti. Inoltre, un conto sono i valori “ufficiali” dell’Istat, che certifica scientificamente i prezzi applicati; un altro sono le impressioni, anch’esse importantissime, dei consumatori, per decidere se sostituire una tipologia di bene con un’altra. Pasta, riso e pane sono quelli che secondo gli italiani sono incrementati maggiormente, seguiti da frutta e verdura e da carne e pesce. Meno, invece, latte e formaggi, nonché i prodotti per la persona (ad esempio sapone e shampoo) e quelli per la casa (detersivi da bucato, prodotti per la pulizia domestica, eccetera) ed infine bibite e bevande.

Infine vi è la questione energetica: proprio in questi giorni nella maggior parte d’Italia si sono accesi i riscaldamenti domestici e, con il prezzo di elettricità e gas ai massimi, gli italiani sanno bene che occorre risparmiare. Molti dicono di averlo già fatto: sopratutto la sostituzione di apparecchi elettrici con altri a minor consumo e le spese per l’abitazione. Ma moltissimi dicono di essersi informati già per installare un pannello fotovoltaico ed essere autonomi, almeno per una parte dei consumi.

Infine, abbiamo chiesto il grado di accordo su una serie di proposte per ridurre i consumi energetici, alcune di queste anche provocatorie. Obblighi e divieti per ridurre i consumi vanno bene, ma vanno ancor meglio quando non ci toccano personalmente. D’accordo, ad esempio, per limitare la temperatura in negozi ed uffici, molto meno per le abitazioni private. D’accordo nell’obbligare allo smart working quando possibile e a ridurre gli orari di apertura dei negozi; un po’ meno quando si tratta di vietare le auto per gli spostamenti privati.

E tuttavia non sono pochi gli italiani che si dicono favorevoli a sacrifici. Nella proposta più radicale di razionare l’energia per le famiglie, ad esempio, i favorevoli e contrari sono divisi a metà. Segno di consapevolezza che la situazione è seria e che occorre affrontarla con maturità e disponibilità.

La ricerca è stata condotta nel mese di ottobre 2022 su un campione rappresentativo di oltre 1000 italiani per età, genere e abitazione. Toluna è leader nel digital market research e nel fornire insights agili sui consumatori. Permette alle aziende di esplorare le idee, scoprire nuove opportunità di business e rispondere alle domande on-demand. Toluna sta trasformando il modo in cui vengono prese le decisioni di marketing, riunendo persone e brand nella social voting community più grande del mondo con oltre 40 milioni di membri distribuiti in 70 Paesi. In Italia gli iscritti sono 652.000 rendendo il panel di Toluna il più numeroso e profilato a livello nazionale. L’accesso in tempo reale ai consumatori è abbinato alla prima piattaforma end-to-end di ricerca. Toluna è presente in 24 uffici in Europa, Nord e Sud America, MENA e Asia Pacifico.