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economia

Elettrica e sostenibile: la mobilità del prossimo futuro raccontata con i numeri

Un anno di pandemia, con le persone chiuse in casa per diverse settimane e l’incertezza della situazione economica che ha costretto tanti a rivedere i propri piani di acquisti di beni non essenziali. Cosa mai avrebbe potuto salvare il mercato dell’auto? Purtroppo probabilmente nulla. Ed infatti è crollato a picco (-28% nel 2020), secondo quanto emerge dalla quinta edizione del white paper di Repower sulla mobilità sostenibile e i veicoli elettrici. Ma sono proprio questi ultimi a reggere e chiarire ancora una volta la strada: le nuove auto bev + phev (ossia quelle esclusivamente elettriche e quelle ibride plug-in) arrivano a sfiorare le 60mila unità, mentre erano solo poco più di 17mila nel 2019. A conti fatti, un aumento del 250%, a cui tuttavia non sono estranei gli incentivi statali e regionali che rendono competitivi i veicoli “alla spina”.

Leggendo le pagine del report di Repower, gruppo attivo nella fornitura di energia e servizi connessi alle imprese, si nota come tuttavia un altro tipo di mobilità elettrica sta prendendo piede. Si tratta di quella micro, che nei maggiori centri urbani assume l’aspetto di monopattini in sharing e di flotte di biciclette a noleggio, le quali nel 15% dei casi sono dotate di batteria. E’ il nuovo modo di vivere la città, un boom che nelle cifre si riflette nel passaggio da meno di 5mila monopattini di dicembre 2019 a 27mila dodici mesi dopo.

Il bonus bici ha infine coinvolto molti italiani, che grazie ai 500€ di cashback hanno scelto un mezzo completamente green per agevolare gli spostamenti personali, con una propensione verso i modelli dotati di batteria nel 30% degli intervistati. Una tendenza che tuttavia va consolidata con piste ciclabili e infrastrutture dedicate, per garantire che i veicoli a due ruote non rimangano a prendere la polvere in garage e cantine.

E sono proprio i servizi di cui questa nuova mobilità ha bisogno ad essere ancora in parte da pensare e pianificare. Nonostante l’aumento delle stazioni di ricarica (oramai quasi 10mila) e la progressiva diminuzione dei tempi di attesa per fare “il pieno” di corrente e proseguire il viaggio, diventa centrale che nell’offerta di servizi da parte sia del settore pubblico che degli operatori privati vi sia una strategia di attenzione verso i consumatori evoluti che già hanno scelto un veicolo elettrico. Guardando alle due ruote, ad esempio, la novità del promettente accordo tra alcune delle principali case motociclistiche, da Piaggio a Honda, da Yamaha a Ktm consentirà di cambiare la batteria con un servizio plug & ride che azzeri i tempi di attesa per la ricarica. Innovazione, interoperabilità e capillarità sembrano essere le parole chiave per il successo della rivoluzione in atto nel trasporto privato.

Smart Cities e Remote working: questa sarà forse la sfida del futuro, nella quale sulla mobilità elettrica si giocherà la battaglia più importante. Da un lato le metropoli saranno attrattive se offriranno progetti all’avanguardia che solo importanti dimensioni di scala potranno rendere economicamente sostenibili. Dall’altro il work from anywhere sarà realizzabile qualora legato da modelli di crescita rispettosi dell’ambiente e che abbiano servizi diffusi capillarmente sul territorio. E in questo match vi sono buone ragioni affinché il trend in atto verso la nuova mobilità elettrica si rafforzi nei prossimi anni.

Percentuali di nuovi veicoli immatricolati nel 2020 full electric e ibridi plug in. Fonte: EAFO via Statista.