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economia

La mappa provinciale della raccolta differenziata: bene il Veneto, male la Sicilia

Molto bene nel Triveneto, bene in Sardegna, in Campania e nelle Marche. Ma anche in Lombardia e in Piemonte. Male nel resto d’Italia, con punte negative in Sicilia, Calabria e Basilicata. Va così la raccolta differenziata in Italia. O meglio, è andata così nel 2015, secondo i dati più recenti pubblicati sul catasto rifiuti di Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

È stato proprio utilizzando i numeri pubblicati dall’Istituto che Infodata è stata in grado di costruire questa mappa:

I colori variano dal rosso al verde a seconda di quanto sia più alta la percentuale di rifiuti differenziati nel corso dell’anno di riferimento. In alto a destra sono presenti due filtri: uno per le regioni e un altro per le provincie. Utilizzandoli è possibile “zoomare” sul territorio che si vuole analizzare. Posizionando il cursore del mouse sul territorio di un comune, o un dito per chi legge da mobile, una finestra pop-up indicherà il nome del comune in questione e la quota di raccolta differenziata raggiunta nel 2015.

Se si guarda alle provincie, è Treviso quella in cui la gestione dei rifiuti ha permesso di ottenere i risultati migliori in termini di riciclo. Qui infatti nel 2015, in media, l’85,22% dell’immondizia è stata differenziata. Seguono Mantova, in Lombardia, con l’80,3% e di nuovo in Veneto Belluno con il 76%. Oltre ad ottenere la prima e terza piazza, la regione della Serenissima conferma di essere una delle più attente al tema: delle dieci migliori province per raccolta differenziata, ben sei si trovano qui. Solo Rovigo rimane fuori dalla top 10, ma si piazza comunque al 13simo posto.

All’estremo opposto, ecco la Sicilia. Le quattro peggiori provincie italiane per raccolta differenziata, sempre secondo Ispra, sono Enna, Siracusa, Messina e Ragusa. Più in generale, tutte e nove le provincie dell’isola si trovano tra le peggiori 15.

A livello di singolo comune, il risultato migliore lo registra San Lorenzo Maggiore, poco più di duemila abitanti distribuiti su 16 chilometri quadrati di territorio in provincia di Benevento. Stando ai dati Ispra, questo piccolo comune campano ha differenziato il 94,4% dei rifiuti prodotti. Seconda piazza per Castelcucco, nel trevigiano, terza per Tortorella nel salernitano. Mentre in fondo alla classifica ci sono una quarantina di realtà, sparse per lo più nel centro e nel Sud Italia, in cui l’Istituto superiore per l’ambiente afferma che con la differenziata non si è nemmeno cominciato. La strada per raggiungere il livello dei comuni veneti è ancora molto lunga.

Articolo uscito in aprile 2017
Ultimi commenti
  • Francesco Fedele |

    Il Comune “riciclone per eccellenza” è campano: San Lorenzo Maggiore. Altri comuni sarsi a macchia di leopardo nel sud (Morano Calabro ad esempio) mostrano che tutto si può fare, anche nel “pieno sud”. Basta volerlo.
    Bello vedere la Sardegna realizzare un risultato omogeneo di alta percentuale di riciclo dei rifiuti. Ora tocca a Roma mostrare di sapercela fare.

  • LUIGI SPADAROTTO |

    Non si è ancora capito come mai i politici della Sicilia e del Sud in generale non abbiano abbandonato da tempo i loro scranni per la vergogna. Probabilmente quel sentimento non esiste dalle loro parti.

  • ROMANO Fernando |

    Semplicemente perché specialmente in Sicilia ed in generale in Puglia e Calabria non esiste il senso dello Stato, dell’ interesse comune per l’ ambiente e per le generazioni future. Quest’ anno ho visitato un po’ la Sicilia, bellissima, ma sporca e disattenta per quanto riguarda il bene comune.

  • Francesco Babini |

    Incredibile come la mancanza di senso civico sia proporzionale alla latitudine

  • Giacomo |

    Nel 2015, magari aggiornate ogni tanto

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