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cronaca

Demografia: quando ci sarà in Italia il picco di invecchiamento?

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Trent’anni esatti ci separano dal picco di invecchiamento della popolazione italiana. Accadrà tra il 2045 e il 2050, quando anche le ultime, popolose coorti dei baby boomers (i nati tra il 1961 e il 1975), passeranno dalla tarda età lavorativa (fino a 64 anni) alla senilità. Come ha spiegato con dovizia di dati l’Istat un paio di giorni fa il processo è da considerarsi “certo e intenso”. Il calo demografico sarà accompagnato da un inesorabile invecchiamento dei residenti. Se è vero infatti che le future nascite non saranno mai sufficienti a compensare i decessi, chi sopravvive lo farà sempre più a lungo. Entro il 2065 – spiegano gli analisti del nostro Istituto di statistica – la vita media crescerebbe fino a 86,1 anni e fino a 90,2 anni, rispettivamente per uomini e donne (80,1 e 84,6 anni nel 2015). E anche in questo caso si tratta di dati “molto duri” visto che l’incertezza associata assegna limiti di confidenza compresi tra 84,1 e 88,2 anni per gli uomini e tra 87,9 e 92,7 anni per le donne.

Si dice, quando si parla con una certa superficialità di mercato del lavoro, che l’età media dei dipendenti è ormai in quasi tutti gli ambiti prossima ai 50 e più anni. Ma lo stupore è solo degli ingenui: basti pensare che tra il 2015 e il 2030 ci saranno 5,1 milioni in più di cittadini con età dai 55 anni e più mentre i 15-24enni diminuiranno, nel medesimo quindicennio, di 2,5 milioni. Sono numeri su cui è il caso di riflettere ricordando che oggi ogni 100 lavoratori occupati ci sono 71 pensionati.

Articolo uscito in aprile 2017
Ultimi commenti
  • Alessandro |

    Sono dati falsati da una visione preconcetta e meccanicistica della demografia. L’attuale picco di invecchiamento è frutto delle generazioni nate negli anno 1946, 1947, 1948 ed è irripetibile. Basarsi su di esse per “prevedere il futuro” è stupido, perché erano il ventennale frutto delle politiche demografiche del fascismo. Ma poi venne la guerra e le generazioni precedenti e quelle successive NON hanno ripetuto identiche performances. Quindi i dati del 1930 sono falsati da un metodo scorretto privo di fondamento. Noi siamo i figli dei nati del 1920, 21, 22, 23, 24. Poi ci fu la guerra. Imparate a verificare i dati che pubblicate.

  • Gianni finotti |

    Buongiorno a tutti
    Sì è vero sono dati che fanno pensare , ma spratutto perché i ns ” amici” dell’IMPS ci hanno abituato a sperare che ci sia qualcuno che versi per le pensioni future
    MA IO VOGLIO SOLO QUELLI CHE HO VERSATO E NESSUN ALTRO VERSAMENTO, RIDATEMI I MIEI SOLDI !!! 44 anni di versamenti quando sarà. . . E forse 15 di pensione se va bene !!!
    Il problema è che il denaro di chi ha versato, va anche a chi ha versato in parte ( vedi ns. Politici o baby pensioni ) vanno bene le pensioni sociali ma non i privilegi acquisiti .
    Cordiali saluti , gianni finotti

  • Marco |

    Vorrei analizzare questo tema molto caldo oggi dibattuto e spesso abusato per fini poco chiato, e ce lo dicono gli ultimi fatti di cronaca. Applicando il pensiero laterale a questa tematica (e sfido chi di voi non ne avrà mai sentito parlare) cercando di analizzare il problema in maniera inversa: la superficie Italiana e relativamente grande ed è sempre stata sovrappopolata e abusata ad esempio mettete a paragone altri paesi, Danimarca, Francia, Uk, Paesi bassi, stati uniti o Canada… noi abbiamo un rapporto molto più alto abitanti x mq di almeno un 10/20% andatevi a cercare i dati si wikypedia. Detto questo non vi è alcuna regola o legge in alcun statuto europeo se passiamo da 60 milioni a 50 o a 40 milioni di abitanti, la nostra razza Italiana non va ad estingersi ma anzi si fortifica perchè avremo più risorse e benessere da dividere, e saremmo tutti più coesi e forti, vedete svizzera o austria … questo Si chiama pensiero laterale. Cosa che rimane molto austica al pensiero comune indotto da chi ci vuole controllare per i propri fini. In conclusione, non credete alle tv e a certi giornali…

  • Moreno |

    Dimenticano, i giornalisti, di dire che dopo il picco di vecchiaia ci sarà un equilibrio nuovo (con i vecchi morti), e non è detto che per forza la popolazione debba essere in continua crescita. Saremo di meno, e staremo meglio. Non commettiamo l’errore di sostituire gli italiani con immigrati africani e musulmani.

  • davide |

    è un processo irreversibile, niente e nessuno può farci alcunché.
    non è pessimismo ma constatazione di fatti : anche se “io” oggi dessi a ogni donna 10K eur per figlio tecnicamente prima di 20/25 anni questo non renderebbe nulla, sarebbe solo un costo. e nel frattempo servono risorse (che non abbiamo) per mantenere quelli già anziani, quelli che stanno per diventarlo, pagare interessi sul debito pubblico, mantenere orde di pubblici succhiastipendio et similia.

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