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Professioni: dove il tirocinio comincia con l’università. La mappa

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Avvocati, architetti, commercialisti e notai. Il tirocinio comincia all’università se c’è l’accordo con gli atenei. In pracia, ke professioni provano ad accorciare i tempi per accedere agli albi. Per contrastare la fuga dei giovani – il Miur ha certificato in dieci anni un calo di quasi un terzo dei candidati agli esami – da un lato le casse privatizzate rafforzano le misure di welfare, dall’altro gli ordini “accelerano” sui tirocini. In che modo? Sfruttando le possibilità introdotte dai decreti «salva-Italia» e «cresci-Italia» che, a partire dal 2011, hanno fissato un tetto massimo di 18 mesi al tirocinio professionale e hanno aperto alla chance di svolgimento abbreviato.

Articolo del 19 giugno 2017
Ultimi commenti
  • chiara |

    purtroppo il MIUR discrimina le lauree vecchio ordinamento (equiparate alle attuali magistrali), non permettendo l’esenzione dalla prima prova scritta per l’esame di dottore commercialista, cosa invece prevista anche per chi ha una laurea di soli tre anni. E’ l’ennesima ingiustizia che si riscontra in un esame di stato che di esame di stato ha davvero poco. Ogni ateneo scegli arbitrariamente le tracce e le commissioni esaminatrici si trovano anche a valutare i propri praticanti. Solo spunti di riflessione, andando a fondo ci sarebbe molto più da dire. Vorrei riprovare l’esame, ma non con questi criteri discriminatori. Altro scandalo i costi, dal momento che oltre alla tassa per l’esame di stato bisogna pagare atenei e commissioni per importi che vanno tra i 400 ed i 500 euro. Non è un duplicato

  • chiara |

    purtroppo il MIUR discrimina le lauree vecchio ordinamento (equiparate alle attuali magistrali), non permettendo l’esenzione dalla prima prova scritta per l’esame di dottore commercialista, cosa invece prevista anche per chi ha una laurea di soli tre anni. E’ l’ennesima ingiustizia che si riscontra in un esame di stato che di esame di stato ha davvero poco. Ogni ateneo scegli arbitrariamente le tracce e le commissioni esaminatrici si trovano anche a valutare i propri praticanti. Solo spunti di riflessione, andando a fondo ci sarebbe molto più da dire. Vorrei riprovare l’esame, ma non con questi criteri discriminatori. Altro scandalo i costi, dal momento che oltre alla tassa per l’esame di stato bisogna pagare atenei e commissioni per importi che vanno tra i 400 ed i 500 euro.

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